Corso Como Milano, bilanciamento perfetto tra modernità e tradizione

0
568
Corso Como Milano
Corso Como Milano

Bilanciamento perfetto tra modernità e tradizione, Corso Como Milano è una delle vie più chic e alla moda di Milano. Questa strada turistica connette Piazza XXV Aprile con Porta Garibaldi e l’adiacente Piazza Gae Aulenti, dove spicca la Torre Unicredit; dove, con i suoi 218 metri di altezza è il più grande grattacielo d’Italia. 

Anticamente costituiva il tratto iniziale della strada Comasina, interrotta nel 1865 dalla realizzazione degli impianti ferroviari e deviata sulla parallela via Farini. La ferrovia divise corso Como dall’Isola, collegato da una passerella pedonale. Fra il 1860 e il 1880 il quartiere fu urbanizzato. Si aprirono nuove vie e attività industriali facevano da contraltare alle case operaie miste ed artigianali di carattere davvero modesto. 

Corso Como Milano interessata dal progetto del Centro Direzionale nel secondo dopoguerra

Nel corso del secondo dopoguerra l’intera area fu interessata dal progetto ambizioso avviato dal Centro Direzionale, che prevedeva il completo smantellamento dei vecchi edifici fatiscenti. Le strutture ormai stonavano pesantemente con lo spirito da conferire a Corso Como Milano. Di conseguenza, si stabilì di voltare totalmente pagina e mettere in evidenza le bellezze del capoluogo lombardo. Videro, dunque, la luce residenze di lusso e palazzi adibiti ad uffici. 

Tuttavia, i piani trovarono effettiva concretizzazione solamente in parte. Al posto della Porta Nuova l’amministrazione commissionò la realizzazione della nuova stazione Garibaldi. Inoltre, insediarono via Melchiorre Gioia alcune strutture, fra cui il grattacielo del Comune nel 1966. Mentre qualcosa si muoveva altrove, Corso Como Milano rimase in balia a sé stesso; appariva in stato di degrado, soprattutto nel vertice nord, sventrato e mai ricostruito. Per parecchi anni la zona venne unicamente riservata come parcheggio. Grosse novità andarono registrate molti decenni più avanti, precisamente negli Anni Novanta. 

Considerevoli trasformazioni ne cambiarono la struttura

Allora Corso Como Milano si ‘spogliò’ delle vecchie vesti, incapace di renderle il giusto onore, e assunse le sembianze con cui la conosciamo ancora oggi. Insomma, trasformazioni degne di nota ne cambiarono notevolmente la struttura. Tanti edifici finirono ristrutturati e numerosi locali aprirono, andando a formare parte della cosiddetta Milano da bere. 

Storica pubblicità dell'azienda Ramazzotti Milano da bere
Storica pubblicità dell’azienda Ramazzotti Milano da bere

Originata da una campagna pubblicitaria, Milano da bere è un’espressione giornalistica che delinea alcuni ambienti sociali. A quell’epoca la città era connotata dall’immagine “trendy”, dal benessere diffuso e dal rampantismo arrivista e opulento dei ceti emergenti. 

Negli anni duemila Corso Como è stato pedonalizzato. In parte,coinvolto dalle costruzioni del Progetto Porta Nuova, con la Corte Verde e il complesso residenziale Munoz & Albin. L’edificio Corte Verde gode della vitalità della zona e, al tempo stesso, ha il privilegio di essere immerso nel verde tra la promenade che costituisce il prolungamento del corso e Via Viganò. 

Corte Verde: modelli storici reinterpretati alla luce di una sensibilità completamente temporanea

A delineare lo spirito di Corte Verde, colui che si occupò in prima persona della costruzione: Cino Zucchi. “La vita urbana – ha dichiarato – è oggi riscoperta come un modello impareggiabile, capace di coniugare i nuovi valori della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente con la vitalità e la ricchezza dell’esperienza delle cose. L’architettura milanese del secondo dopoguerra a Milano ha saputo elaborare modelli dotati di grande qualità abitativa; il progetto La Corte Verde di Corso Como vuole innestarsi su questa ‘nuova tradizione’, reinterpretando i modelli spaziali dell’edilizia storica alla luce di una sensibilità del tutto contemporanea”.

Corso Como Milano, edificio Corte Verde
Corso Como Milano, edificio Corte Verde

Munoz e Albin: ponte di connessione

Il complesso residenziale di Munoz e Albin unisce il tessuto edilizio della città storica (corso Como) con il nuovo quartiere Porta Garibaldi (piazza Garibaldi). Le scelte architettoniche, come il gioco di pieni e vuoti e la continua variazione di altezze e volumi, lo stanno a testimoniare. Anche nella scelta di materiali classici conferma la ricerca di una continuità con il paesaggio urbano circostante. A promuovere una qualità rinnovata ci pensa poi la ristrutturazione del Palazzo Alleanza Toro (compagnia leader nel ramo assicurativo) e la rifatta pavimentazione di Piazza XXV Aprile, all’imboccatura nord. 

Attualmente siamo in presenza di un’isola pedonale, una dei maggiori punti di ritrovo della vita notturna locale. Al numero civico 10 si colloca la celebre Galleria Carla Sozzani. Aperta nel 1990 la galleria ha ospitato al suo interno innumerevoli mostre di arte contemporanea, con una certa predilezione per quelle fotografiche. 

Oltre alla annessa libreria, sotto la galleria aprì pure il primo concept store del mondo. Il termine venne introdotto da Francesco Morace, sociologo e giornalista, che in un articolo sull’apertura di 10 Corso Como Milano scrisse: “sono finiti i negozi di immagine, sono iniziati i negozi di concetto”. Dal 2012 il corso ospita inoltre il Fuori Salone: tra le varie iniziative, la mostra iEye e l’installazione Plus.