Quartiere Comasina Milano: la maggior realizzazione dello IACP

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quartiere Comasina Milano
quartiere Comasina Milano

Considerato esempio emblematico del “quartiere autosufficiente”, a 6 km a nord del centro urbano, sorge la Comasina, quartiere della periferia meneghina. Rappresenta uno dei maggiori interventi eseguiti dall’Istituto Autonomo Case Popolari negli anni 50. Confina coi quartieri di Affori, Bovisa, Bruzzano e Quarto Oggiaro; nonché coi comuni di Cormano e Novate Milanese. 

A livello quantitativo è l’opera più importante dello IACP di Milano. Per completezza di informazione, IACP è l’acronimo di Istituto Autonomo Case Popolari, un tipo di ente italiano. Persegue lo scopo di promuovere, curare e gestire edilizia pubblica finalizzata alle assegnazioni di abitazioni ai meno abbienti, concesse in affitto a canoni calmierati. 

Comasina: la maggior realizzazione dello IACP (e di tutta Italia)

In riferimento a Comasina, le consistenti dimensioni, 84 edifici e 11mila vani, lo resero “la maggiore realizzazione non solo dello IACP di Milano ma di tutti gli istituti d’Italia”, e un caposaldo nel panorama dei quartieri autosufficienti. Il progetto iniziale, affidato all’architetto-ingegnere Irenio Diotallevi, consta in quattro nuclei insediativi, configurati attorno ad un luogo di centralità destinato ad attrezzature collettive. I corpi di fabbrica sono formati da complessi elevati di notevoli dimensioni dall’insediamento ordinario. 

Il più esteso, delimitato dalle vie Comasina, Esculapio, Madre Merloni Clelia, Spadini, Teano e Val Sabbia, comprende un nucleo di centralità formato da una chiesa a pianta centrale; lo spazio, impostato a corte aperta, è delimitato da bassi edifici destinati ad attività ricreative e commerciali, da una casa elevata, nonché dalle scuole elementari. Gli altri tre, di dimensioni inferiori, sono collocati sulle vie Litta Modignani e Salemi, e chiudono i margini sud e ovest del quartiere Comasina. Secondo un principio messo a punto nei CIAM (congressi internazionali di architettura moderna), percorsi pedonali dividono la viabilità.

Segregazione da Milano e dal resto dell’hinterland

Ancora oggi Comasina appare segregata sia dal centro di Milano sia dal resto dell’hinterland. A caratterizzarla la distribuzione di quattro unità abitative dotate di ogni servizio, tra cui quelli per gli esercizi commerciali, per l’educazione dei più piccoli e gli spazi per il tempo libero. Percorsi automobilistici e pedonali sono totalmente separati, così come i servizi principali delle unità residenziali e dei servizi considerati minori. Nonostante lo studio planimetrico eseguito in modo unitario, la partecipazione di parecchi progettisti e il frazionamento del lotto tra vari finanziatori ha causato evidenti conseguenze. 

Nello specifico, lo stile dei fabbricati è alquanto eterogeneo, specchio dei diversi gusti e canoni dei portatori di interesse. Tra quelli di maggior pregio, una versione sperimentale, realizzata dal Centro per la Ricerca Applicata sui Problemi dell’Edilizia Residenziale. Si tratta di uno dei primi edifici costruiti con parti prefabbricate, particolarmente interessanti dal punto di vista tecnico. Questo perché prevede un impianto centralizzato per la produzione di acqua calda ed energia elettrica. Il primo prodotto in Italia e a lungo il più importante del genere in tutta Europa. 

Al progetto hanno contribuito molti architetti, tra cui: Arrigo Arrighetti, Renzo Beretta, Piero Bottoni, Ivo Ceccarino, Ezio Cerutti, Paolo Costermanelli, Giancarlo De Carlo, Luigi Dodi, Enzo Fratelli, Enrico Freyrie, Angelo Galesi, Vittorio Gandolfi, Franco Girardi, Gustavo Latis, Pietro Lingeri, Ambrogio Managhi, Attilio Mariani, Alberto Morone, Max Pedrini, Carlo Perogalli, Gianluigi Reggio, Camillo Rossetti, Angelo Sirtori, Mario Tedeschi e Mario Terzaghi. 

Infrastrutture e trasporti

La Comasina è lambita a nord dall’autostrada A4 e a est dalla superstrada Milano-Meda. Inoltre, è attraversata dalla strada che connette il capoluogo lombardo (Piazzale Maciachini) a Como e alla Svizzera. La Comasina è servita dall’omonima stazione della linea M3 della metropolitana con San Donato, segnalata dal colore giallo. 

Diverse le linee di pullman, gestite da ATM, Azienda Trasporti Milanesi, la società per azioni di proprietà del Comune che amministra e gestisce il trasporto pubblico. In passato era attivo il capolinea sud della linea tranviaria Milano-Limbiate; tale servizio, fino all’apertura nel 2011 della metro, passava il quartiere e terminava la sua corsa alla Zona Farini.  

La delinquenza in Comasina: il mito di Vallanzasca

Chiudere qui sarebbe sicuramente più comodo, saltando a piè pari il ‘lato oscuro’ della Comasina: la delinquenza. Anni Settanta. La città è sempre in moto, frenetica, si ribella, manifesta. Le differenze sociali sono abissali, le periferie vomitano disperazione e frustrazione. La famigerata “Banda della Comasina” sorge qui, sotto l’egida di Renato Vallanzasca. Rapine e furti lo arricchiscono, l’attenzione all’aspetto fisico e il vestiario gli valgono il soprannome di bel Renè. Da latitante organizza più di 70 rapine e quattro rapimenti. 

Il più celebre è quello di Emanuela Trapani, libera dopo un mese e mezzo previo riscatto di un miliardo di lire. Seguono incarcerazioni, trasferimenti e le richieste di grazia, respinte dal Presidente della Repubblica di allora, Carlo Azeglio Ciampi. La somma delle condanne ammonta a 4 ergastoli e 295 anni di reclusione. Se l’epoca Vallanzasca appartiene oggi al passato, lo stesso non si può purtroppo dire per quanto riguarda la criminalità. Due anni fa, nel centro del quartiere, vicino all’uscita di una scuola, una sparatoria lo ha tristemente confermato.