Quartiere Musocco Milano: silenzio tombale a 2 passi dal centro

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Musocco Milano
Musocco Milano

Un silenzio spettrale, anzi tombale riecheggia nel quartiere di Musocco, il luogo ideale se l’obiettivo è vivere al di fuori dal centro storico, guardando verso la campagna lombarda, ma comunque ben collegati con tutta Milano. 

 

Tra le circoscrizioni più popolose, è noto soprattutto per il Cimitero Maggiore, il più grande camposanto della città; e le antiche cascine oggi riqualificate, che mostrano la vocazione agricola del territorio. I complessi del passato sono uniti ad altri nuovi, tra cui il Grattacielo 43A. Viverci permette di sfruttarne la posizione strategica e raggiungere così ristoranti, negozi e centri commerciali. Inoltre, è in prossimità di quartieri in profonda trasformazione quali Cascina Merlata ed Expo Village 2015. 

 

Musocco: le prime notizie sicure risalgono alla visita di San Carlo Borromeo

 

Il nome Musocco, derivante da “musa”, acquitrino, indica che la zona era attraversata da numerosi fontanili e corsi d’acqua (il principale è il torrente Pudiga). In occasione di straripamenti si formavano degli impaludamenti. Il quartiere sorgeva sulla strada che portava da Milano a Varese, caratterizzata da alcune cascine. Le prime notizie sicure risalgono alla visita pastorale di San Carlo Borromeo nel 1605 con un centinaio di abitanti dediti al lavoro nei campi. 

 

Secondo quanto riportato nell’Indice delle Pievi e Comunità dello Stato di Milano, al comune di Musocco risultava annesso nel 1753 anche quello di Quarto Oggiaro. Durante l’epoca napoleonica seguirono continue riorganizzazioni territoriali del nord Italia. 

 

Nel 1798 venne costituito il Dipartimento d’Olona, in cui venne incluso Musocco, prima come appartenente al distretto di Baggio, poi a quello di Bollate. Col decreto del 9 febbraio 1808, analogamente ad altri 34 Comuni distanti dal capoluogo lombardo fino a 4 miglia, venne soppresso e confluito nel Circondario esterno. 

 

Con notificazione del 12 febbraio 1816 in poi, con la Restaurazione della dominazione austriaca, furono ripristinati i comuni soppressi. Così Musocco, Villapizzone, Boldinasco, Garegnano e Vialbi entrarono a far parte del terzo distretto politico della provincia con capoluogo Bollate. Nel 1821 Musocco contava 900 residenti nel censimento parrocchiale, vent’anni più avanti, mediante dispaccio governativo, fu aggregato il comune soppresso di Vialba. 

 

Area ideale per la costruzione di stabilimenti

 

Nel 1853 gli abitanti conteggiati erano 1.097, nel 1859 1.192. Con l’unità d’Italia l’area del distretto divenne il IX mandamento della Provincia di Milano con capoluogo Bollate. Nel 1869 aggregarono a Musocco i comuni limitrofi di Roserio, Garegnano, Cassina Triulza, Garegnano, Villapizzone e Boldinasco. Con l’avvio della rivoluzione industriale, grazie alla sua particolare collocazione e la facilità di collegamento con il resto della regione, divenne il luogo ideale per la dislocazione degli stabilimenti. 

 

Alla fine degli Anni 60 del XIX secolo con la stazione ferroviaria (chiamata Stazione di Milano Certosa) la ferrovia Milano-Torino accelerò il processo di crescita. Nel 1875 venne fondata in via Mambretti al numero 9 la Smalteria Moneta, fiorente industria durante l’attività bellica in grado di produrre 10 mila elmetti al giorno. Gli abitanti salirono dai 5.710 di inizio secolo fino a superare quota 15 mila del 1923. 

 

Alla fine dell’Ottocento il territorio di Musocco cambiò volto, quando si stabilì l’edificazione del Cimitero Maggiore all’interno del Comune e la nuova viabilità necessaria. Come prolungamento di corso Sempione, venne realizzato viale Certosa per raggiungere il cimitero. Nei primi del Novecento 20 soci costituirono la Società Edificatrice l’Avvenire di Musocco al fine di comprare il terreno e costruire abitazioni per lavoratori e in generale strutture volte al benessere e al miglioramento delle condizioni di vita della classe lavoratrice. 

 

Nel 1923, per Regio Decreto, Musocco fu aggregata a Milano, con i comuni Lambrate, Affori, Crescenzago, Trenno, Baggio, Greco Milanese, Vigentino, Gorla-Precotto, Chiaravalle Milanese e Niguarda. Nonostante la cessazione dell’esistenza del Comune il nome indica tuttora la parte Nord-Ovest. E la decisione di stabilirvi il cimitero di Milano l’ha fatto conoscere. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, in piazzale Santorre di Santarosa, proprio in concomitanza dello scioglimento, venne eretto il Monumento ai caduti di Musocco.

 

Cimitero di Musocco: vi hanno sepolto Benito Mussolini ed Evita Peron

 

Tra i personaggi famosi del Cimitero, fu seppellito per poco tempo il corpo di Benito Mussolini in una tomba anonima , violata più volte e fatta oggetto di scempio. La salma fu poi portata nel 1957 a Predappio nella tomba di famiglia. 

Cimitero Musocco Milano
Cimitero Musocco Milano

 

 

Ancora oggi si trova, senza più il corpo, la tomba di Evita Peron. Attrice, modella, politica, attivista, sindacalista e filantropa, moglie del presidente Juan Domingo Peron, venne dapprima imbalsamata e poi fatto oggetto di esposizione e culto, senza essere mai tumulata. Una volta saliti al potere i nuovi presidenti argentini nascosero il corpo, ma poiché profanata decisero di esiliare gli ingombranti resti della donna. Mentre nessuna autorità italiana era a conoscenza della vera identità, fu caricato sul transatlantico e sepolto il 13 maggio 1957 al Cimitero Maggiore. Nel 1971 il corpo venne dapprima trasportato in Spagna e poi in Argentina. 

 

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