Parco Papa Giovanni Paolo II Milano: vista su opere monumentali

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Parco Papa Giovanni Paolo II Milano
Parco Papa Giovanni Paolo II Milano

Per godersi il sole con vista su opere monumentali e riprendersi dallo shopping in Ticinese, una visita al Parco Papa Parco Giovanni Paolo II è ossigeno puro. Già Parco delle Basiliche, fu ribattezzato così perché, ai suoi estremi, si trovavano (e si trovano) due tra le più belle basiliche di Milano. Nello specifico, davanti alle Colonne di San Lorenzo la Basilica di San Lorenzo Maggiore; e dalla parte opposta di Corso di Porta Ticinese, verso la porta vera e propria, la Basilica di Sant’Eustorgio. Questo giardino pubblico è diviso in due dalla circonvallazione, la Cerchia dei Navigli, dove un tempo scorreva appunto il Naviglio. Oggi invece passa una strada particolarmente trafficata. 

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Parco Papa Giovanni Paolo II Milano: il progetto dell’area verde

La storia dell’attuale Parco Papa Giovanni Paolo II inizia nel periodo compreso tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1925, tramite una variante di PRG, ossia del piano regolatore, gli enti competenti stabilirono di riqualificare i terreni paludosi sul retro. Inoltre, si concordò di smantellare alcuni edifici circostanti la stessa basilica, creando uno spazio tra essa e le omonime colonne romane, e la Piazza Vetra. 

I lavori ebbero luogo nel 1934, contemporaneamente ad altri resi necessari dalla copertura della Cerchi dei Navigli. Risale invece al dopoguerra il progetto dell’area verde, curato dagli architetti Grandi e Bagatti Valsecchi. Tra le peculiarità, la possibilità di fare una passeggiata archeologica tra i due templi antichi, le colonne di San Lorenzo e i pochi ruderi dell’anfiteatro romano siti sul lato sinistro di Corso di Porta Ticinese. Parte della Cerchia dei Navigli, via Molino delle Armi attraversa l’ampio corridoio verde.

La porzione del giardino verso San Lorenzo è chiamata comunemente Piazza della Vetra. Il motivo? Un tempo, oltre al Naviglio, la zona era solcata da molteplici corsi d’acqua, tra cui, il celebre canale della Vetra, che proprio dal Naviglio, scorreva lungo i giardini. Era talmente rinomato che i conciatori di pelli che vi bagnavano la loro merce vennero ribattezzati Vetreschi. Stando ai racconti dell’epoca l’odore non era propriamente gradevole, anzi! Un fetore quasi insopportabile, infatti, i Vetreschi, affinché le pelli non macerassero a contatto con l’acqua, le lasciavano a bagno nel canale anche giorni e giorni. 

A contatto con la natura

Solo una ottantina di anni fa affiorò l’idea di ricavare una passeggiata archeologica che collegasse una basilica all’altra, togliendo di mezzo strade e stradine e facendo sì che il verde e la natura facessero il proprio corso. Ad ogni modo, i visitatori riscontreranno con piacere il godibile senso di di pace. In passato la bellissima area in piena città non era recintata e, malgrado fosse separata dalla circonvallazione, conferiva un senso di Piazza Verde, ormai perso. 

All’ingresso sud del Parco Papa Giovanni Paolo II, da via Molino delle Armi, si incontra un interessante gruppo di piante e fiori. Si possono ammirare i gelsi, tenuti in ottimo stato, e poco più avanti un esemplare estremamente raro di celtis orientalis, bagolaro della Guinea. Presenti poi specie quali le querce, il tiglio, la betulla, gli aceri, il platano e l’olmo, disseminati su estesi prati. Nel parco vi sono un campo di pallavolo, tre aree di gioco attrezzate e due spazi recintati dedicati ai cani. 

Parco Papa Giovanni Paolo II: il museo diocesano

Se nei giorni nostri il Parco Paolo Giovanni Paolo II è entrato nelle grazie dei cittadini, verso la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila raccoglieva opinioni discordanti. Contornato da numerosi locali, a margine del cuore pulsante della “movida milanese”, fu lungamente al centro di una polemica della popolazione locale. Secondo alcuni era opportuno recintarlo, così da controllare ed evitare vandalismi, spaccio e consumo di droga, parcheggi selvaggi e turbamento della quiete pubblica. La polemica cessò di fatto in occasione dei lavori di rimaneggiamento per il Giubileo del 2000. 

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Da allora, al parco, che proprio allora intitolato a Karol Wojtyla, si accede mediante dieci varchi controllati e sotto videosorveglianza. Presso i Chiostri di Sant’Eustorgio, con ingresso da corso di Porta Ticinese 95, è aperto dal 2001 il Museo diocesano. Inizialmente desiderato dal Beato Ildefondo Schuster, trova la sua prima pietra nella lettera “Per l’arte sacra e per un museo diocesano del 1931”. Inaugurato il 7 dicembre 2001 dal cardinale Carlo Martini, arcivescovo di Milano, conserva opere provenienti dalla Quadreria Arcivescovile, dal territorio diocesano e da donazioni private. Organizzato in dodici sezioni espositive, ospita opere d’arte sacra e arredi che abbracciano quasi due millenni di storia meneghina.