Quartiere Bicocca Milano: tra arte, cultura e divertimento

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Bicocca Milano
Bicocca Milano

Il Villino degli Arcimboldi, la battaglia del 1522, l’omonima università: ecco tre buoni motivi per conoscere la Bicocca. Posto nella periferia nord-orientale di Milano, il quartiere ha vissuto in prima persona i profondi sconvolgimenti che hanno segnato il capoluogo lombardo nel corso dei secoli. Le prime testimonianze vanno addirittura fatte risalire al XV secolo, quando, durante l’Aurea Repubblica Ambrosiana, la nobile famiglia Arcimboldi di Parma costruì una dimora di campagna vicino alla città. 

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Bicocca: roccaforte o castello di modeste proporzioni

La residenza, nota come la Bicocca degli Arcimboldi, tuttora esistente, conferisce probabilmente il toponimo “bicocca”, ovvero “roccaforte o castello di modeste proporzioni posto in un luogo elevato”. Con l’estinzione del casato nel 1727, l’edificio passò di mano ad altre famiglie e col tempo conobbe un certo degrado. Restaurato nei primi del Novecento, nel 1918 l’immobile venne poi acquistato nel 1918 dal colosso industriale Pirelli, che, nei pressi, già possedeva le sue fabbriche. 

La località entrò nei libri di storia per via della violenta Battaglia della Bicocca, svoltasi tra l’esercito francese di Francesco I di Valois e l’armata spagnola di Carlo V d’Asburgo il 27 aprile 1522, durante la Quarta guerra d’Italia. Lo scontro fu perso dai transalpini e contò oltre 3mila caduti. Ancora nel Settecento l’insediamento era limitato alle dipendenze della villa, mentre nel secolo successivo si registrò un lieve aumento degli abitanti ai tempi dell’effettiva annessione a Niguarda nel 1841. 

La Bicocca ha rappresentato il cuore pulsante di quella zona industriale rapidamente formatasi all’inizio del XX secolo tra Sesto San Giovanni e Greco. Lungamente simbolo dell’industrializzazione, la progressiva espansione edilizia condusse man mano le campagne settentrionali a finire assorbite nel tessuto urbano. 

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Indetto un concorso internazionale

A partire dalla fine degli anni Settanta, con la riorganizzazione dei grandi gruppi societari mondiali, i fenomeni di delocalizzazione e deindustrializzazione, assistiti lungo l’intera penisola, colpirono in maniera particolare la Bicocca. Nel 1984 Pirelli decise di spostare altrove la produzione di pneumatici giganti tessili, provocando un impatto fortissimo sull’aspetto e sui progetti del quartiere. Nell’aprile dell’anno dopo l’azienda indisse autonomamente un concorso internazionale diretto alla riqualificazione del territorio, a cui furono invitati a partecipare venti fra i più importanti architetti urbanisti dell’epoca. 

Messa di fronte al fatto compiuto, l’amministrazione comunale approvò nel 1987 una variante al Piano Regolatore Generale. Si definirono le numerose linee di intervento e la destinazione d’uso di Bicocca, qualunque fosse stato il vincitore. Ad aggiudicarsi il concorso fu la Gregotti Associati International. Alla base, come affermò lo stesso Leopoldo Pirelli, vi era il desiderio di riconnettere l’area della fabbrica al tessuto urbano adiacente. L’obiettivo era renderla un punto di riferimento per l’intero Nord Milano, soggetto ad un forte processo di modificazione sociale e territoriale. 

La costituzione del Polo Universitario

Il piano di Gregotti puntava ad adottare il principio della semplicità, rimanendo quanto più fedele alla precedente conformazione del contesto. La cosiddetta area Albania, compresa entro il viale Fulvio Testi, fu la prima ad essere riedificata e ben presto vi si insediarono parecchie imprese. 

Nel dicembre del 1991 alla Bicocca si inaugurò il primo corso di laurea in Scienze Ambientali, che fece da apripista alla costituzione del Polo Universitario. Contestualmente, in un’ottica di ridefinizione d’uso, con lo smantellamento della quota rimanente degli stabilimenti Pirelli, i terreni subirono un processo di bonifica. In prossimità del Borgo Pirelli, dall’accumulo dei materiali di risulta, venne realizzata la Collina dei Ciliegi. In concomitanza, furono ultimati i primi complessi residenziali. 

Grande Bicocca: il progetto oggi

In sostituzione della Scala, soggetto a ristrutturazione, nel 1996 si cominciò a pensare di poter collocare in zona un nuovo teatro. Cinque anni più tardi aprì il Teatro degli Arcimboldi. La ormai inattiva torre di raffreddamento, opportunamente rivisitata, divenne il quartier generale Pirelli. Una moderna metrotramvia tagliò l’intero quartiere, successivamente prolungato al di là della ferrovia fino al deposito di Precotto. Nel 2005, a vent’anni di distanza da quando il concorso venne indetto, il progetto Bicocca poté sostanzialmente dirsi concluso. Tuttavia, la dismissione dell’area Ansaldo aveva spinto ad ampliare il distretto pure alle aree circostanti. Era così nata la Grande Bicocca, che oggi annovera:

  • il polo universitario dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca;
  • il Teatro degli Arcimboldi;
  • l’area espositiva espositivo HangarBicocca; 
  • il Bicocca Village, incluso un multiplex di diciotto sale della catena UCI Cinemas;
  • centri di ricerca di enti quali l’Istituto Neurologico Carlo Besta e il CNR e dell’azienda Aem
  • sedi di numerose compagnie (Dell, Deutsche Bank, Fastweb, Hachette-Rusconi, Johnson & Johnson, Panasonic, Reuters, Siemens)
  • il quartier generale della Pirelli
  • nuove abitazioni e circa 300mila metri quadri adibiti a spazi verdi, parcheggi e servizi pubblici