Via Manzoni Milano: quadrilatero, eleganza, shopping e storia

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Via Manzoni Milano
Via Manzoni Milano

In apertura dell’Ottocento nessuna strada poteva eguagliare Via Manzoni come eleganza. Prima di essere intitolata ad Alessandro Manzoni (nel 1874) si chiamava Corsia del Giardino. 

Tra l’antica Porta Nuova e Via Montenapoleone è uno dei componenti principali del quadrilatero della moda; così chiamato perché idealmente delimitato da quattro lati: Corso Venezia, Via della Spiga, Via Montenapoleone e, appunto, Via Manzoni. Qui si trovano numerosissime boutique, atelier e prêt-à-porter dei marchi più rinomati. 

 

Ma qui hanno avuto luogo eventi storici e prestigiosi edifici di grande memoria, ricchi di tesori artistici che ancora richiamano il passato. Segnato da uomini quali Carlo Alberto di Savoia, il quale, la sera del 4 agosto 1848, sfuggì per un soffio a un attentato. Reduce dalla capitolazione di Custoza, si affacciò al balcone di Ca’ Brentana, (palazzo Brentani Greppi, oggi sede della Banca Commerciale) supplicando clemenza. 

 

Il giorno seguente, trascorsa una notte d’inferno in un letto da campo nel salone del piano nobile, il sovrano piemontese levò le tende. Le proteste della folla inferocita lo spinsero a lasciare a piedi la città con il suo esercito sconfitto, seguito dai patrioti milanesi. 

 

Via Manzoni: eventi storici

 

Nel 1859 entrò di notte al 10, in Palazzo Anguissola, poi Antona Traversi, accanto al generale Garibaldi incontrò l’indomani Vittorio Emanuele II. Al numero civico 12 la Casa-Museo Poldi Pezzoli, unica in Italia e una delle poche esistenti al mondo, custodisce oggi tesori di inenarrabile bellezza.

 

Tra il 1846 e il 1879, Giangiacomo Polzi Pezzoli, dopo aver già ampliato la straordinaria collezione d’arte ereditata dalla madre, Rosa Trivulzio, usò le stanze della sua residenza. Non aveva eredi e aveva legato a una fondazione palazzi e contenuto destinati “a uso e beneficio pubblico”. 

 

Allestito secondo il versatile gusto dell’epoca e aperto ogni giorno, eccetto il lunedì, il Museo Polzi Pezzoli annovera vari capolavori, tra cui una Pietà del Bellini, la Croce di Raffaello e un Profilo del Pollaiolo. Nei pressi, al 12 A, il ristorante Don Lisander è una tappa obbligatoria con la sua sala interna disposta nell’antica cappella di casa Trivulzio. 

 

Il Grand Hotel et de Milan

 

Sul lato opposto della strada sorge al 29 il Grand Hotel et de Milan. L’albergo di lusso di più lunga data, progettato da Andrea Piazzola incorporando tre edifici esistenti. Una vasta clientela di uomini d’affari, nobili e diplomatici fu subito attirata. 

 

Giuseppe Verdi, che abitualmente spendeva la stagione invernale a Milano, ci morì il 27 gennaio del 1901, a 87 anni. Di sera, sulle note del magnifico compositore, il Grande Hotel et de Milan propone il Don Carlos, un ristorante di gran classe, e di mattina il Gerry’s Bar, cocktail e piano bar. 

 

Arrivati al quadrilatero della moda, al di là del monumento a Pertini, la fontana di marmo, svetta al 31 l’Armani Hotel. Sospeso al settimo piano, il lussuoso lounge Armani Bamboo, ristorante e bar, gode una favolosa vista sulla città. Imboccato il lato destro di Via Manzoni, al 30, superata la chiesa di San Francesco di Paola, è presente il Palazzo Gallarati Scotti. Ancora abitato dai proprietari, dal secondo cortile con fontana è possibile scorgere alle pareti spettacolari rappresentazioni guerresche.  

 

Teatro Manzoni

 

Ma il quadrilatero della moda è soprattutto costellato da boutique e negozi di lusso. Al 34 Simona Barbiera, al 38 E-go, davanti, al 37, tentano lo splendido Armani Casa ed Elisabetta Franchi; mentre di nuovo sulla destra Simonetta è un punto di riferimento per la moda e lo shopping. La galleria conduce al Teatro Manzoni, ricostruito dopo la distruzione nel 1943 del vecchio Teatro Sociale del XIX secolo. Ha avuto tre differenti amministrazioni prima di entrare nel patrimonio della Fininvest nel 1978 e diventare il palco cittadino degli spettacoli musicali e della prosa. 

 

Di fronte appare, in Via Manzoni 39/45, la lunghissima facciata del settecentesco Palazzo Borromeo d’Adda. Al 41, la incantevole corte d’onore e il cripto portico che sfocia nel giardino, sovrastati dai portali in tardo neoclassico, posteriori al 1820. La scalinata descritta da Stendhal esiste ancora; e al piano nobile vivono sempre i discendenti di Febo d’Adda, colui che fece dello scrittore un incondizionato ammiratore di Milano. 

 

Via Manzoni: il Circolo dell’Unione, ex Casin de’ Nobili

 

Al 45 di Palazzo Borromeo è sito l’attuale Circolo dell’Unione, ex Casin de’ Nobili, che i dominatori austriaci credevano fosse una camera segreta della rivoluzione. 

 

Sempre al 45, lo store Bray Suite appartiene al marchio Einstein, società 100% italiana ed emergente marchio nel mondo della moda. Al 47 il palazzetto a tre piani dello stilista belga Dirk Bikkemberg; dall’altro lato della strada D magazine, Seventy e finalmente Porta Nuova, la quale divide Via Manzoni da Piazza Cavour.