Parco Lambro Milano: è stato il più esteso in assoluto con 900mila mq

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Parco Lambro Milano
Parco Lambro Milano

Provate a chiedere (sempre che non lo siate voi stessi) a un cittadino di Milano qual è il suo parco preferito: probabilmente vi risponderà il Parco Lambro. A nord-est della città, nel Municipio 3, è stato per anni il più esteso in assoluto con i suoi oltre 900mila metri quadrati. 

Oggi la superficie è inferiore, con la costruzione della tangenziale e l’ampliamento e la sistemazione del cimitero di Lambrate. Provvisto da campi da gioco, piste ciclabili e viali alberati, la sua caratteristica principale risiede nell’omonimo fiume che lo attraversa e ne traccia l’andamento. 

 

Parco Lambro: massiccia campagna di valorizzazione

 

Il progetto del Parco Lambro, affidato a Enrico Casiraghi, perseguiva l’obiettivo di riprodurre il tipico paesaggio lombardo, dalla pianura ricca di acqua alla collina, alla vegetazione peculiare dei differenti tipi di ambiente. La pianura intersecata dal fiume e da innumerevoli rogge immissarie ed emissarie; la collina con le valli e due piccoli laghi; cascine con prati arativi e irrigui, boschi di carpini bianchi e querce, salici lungo le sponde. Purtroppo della conformazione originale resta davvero poco oggi, poiché, durante la guerra, diversi alberi furono tagliati per ricavarne legna da ardere, e successivamente ripiantati con una piantumazione non selettiva. 

 

Fiume Lambro del Parco Lambro di Milano
Fiume Lambro del Parco Lambro di Milano

 

Dagli anni Settanta in avanti, si presentò poi la celeberrima storia dell’inquinamento del bacino fluviale; con le acque “biologicamente morte”, continuamente ricoperte di schiume dense e maleodoranti. 

 

Anche i peculiari laghetti alimentati dalla fitta rete di rotte sono stati prosciugate, in conseguenza delle sostanze inquinanti emesse per parecchi anni. A tutto ciò si sommarono gli effetti dell’abbandono, dell’incuria e addirittura della compromissione dell’ordine pubblico, con spaccio, consumo di droga e prostituzione. Tempi duri, sofferti, a cui fa da contraltare oggi la massiccia campagna di valorizzazione del territorio. Merito pure delle iniziative solidali messe in atto dalla Fondazione Exodus di Don Mazzi. 

 

Il Festival del Proletariato Giovanile

 

Organizzato da Re Nudo, rivista di natura libertaria, il Festival del Proletariato Giovanile tenne tre edizioni presso il Parco Lambro. Si trattava del più importante evento musicale e controculturale italiano dell’epoca. Nel 1974 la “Festa” richiamò migliaia di spettatori per quattro giorni, con un picco eccezionale del sabato, per l’esibizione della Premiata Forneria Marconi. 

 

Si avvicendarono sul palcoscenico circa trenta “act”, tra gruppi e solisti: nomi celebri come Alan Sorrenti e parzialmente affermati come Angelo Branduardi. Nel 1975, a partire dal 29 maggio, vide la partecipazione, tra gli altri, di Franco Battiato, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Giorgio Gaber, Antonello Venditti. La manifestazione del 1976, della quale uscì l’album live Parco Lambro, venne segnata da problemi di ordine pubblico con scontri e saccheggi. 

 

Le cinque cascine

 

Le cascine ricomprese nel Parco Lambro erano cinque: Biblioteca, Cassinetta San Gregorio, Mulino San Gregorio, Mulino Torrette, Mulino San Gregorio Vecchio. Solo quest’ultima, sita in viale Turchia, è tuttora attiva, con seminativi e a foraggio che ricordano il tradizionale metodo della marcite, mentre gli edifici sorgono attorno ad una corte quadrata. Puntando prevalentemente su tali attività, l’amministrazione comunale ha avviato una campagna per rilanciare il verde in città. 

 

La Cascina Biblioteca in via Casoria, operativa fino agli anni Settanta, è diventata la sede di una comunità per disabili; la seconda cascina, in via Marotta, attuale sede Exodus, ha subito un processo di ristrutturazione, conservando le macine e le ruote a pale dell’antico mulino. Lungo la medesima via sorgono altri due edifici radicalmente ristrutturati, appartenenti alla Cassinetta San Gregorio. Infine, in via van Gogh, la cascina Mulino San Gregorio ospita le guardia ecologiche volontarie. 

 

Flora e attrezzature

 

Nella vasta estensione del parco sono presenti parecchi specie arboree. Tra queste l’albero dei tulipani, il bagolaro, il ciliegio da fiore giapponese, il cipresso calvo, il faggio, il ginkgo, l’ippocastano, il mirabolano a foglia rossa, il noce nero d’America, l’olmo (in alcune varietà), il pioppo cipressino, il pioppo nero, i platani, le querce, la robinia, il salice piangente, la sofora, lo storace americano, il tiglio. 

 

I viali superano lo sviluppo di 4 km, una parte è dedicata pure alla viabilità ordinaria, parzialmente limitata nei giorni festivi. Due le aree gioco per bambini, a cui si aggiungono campi da calcio e una pista da skateboard. 

 

Fondazione Exodus

 

Fondata all’inizio degli anni Ottanta dal presbitero Antonio Mazzi con lo scopo di svolgere attività di recupero per tossicodipendenti, la Comunità Exodus è stata giuridicamente riconosciuta come fondazione, con caratteristiche di ONLUS. “Quello della Fondazione Exodus è una presenza semplice a favore delle persone che chiedono aiuto, è un continuare a immergersi nella complessità dei bisogni che la società contemporanea esprime – riporta il sito www.exodus.it -. Ecco perché nel corso degli anni la Fondazione ha sviluppato differenti ambiti di intervento, creando proficue collaborazioni tra le attività svolte all’interno delle “case” e le agenzie educative e socio-sanitarie presenti sul territorio. Così nel corso degli anni, accanto alle comunità residenziali, si sono sviluppati nuovi progetti, spesso sperimentali, per rispondere alle più svariate richieste di aiuto provenienti dalle famiglie e/o dalle istituzioni”.