Palazzo Broggi Milano: lo snello stile Liberty

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Palazzo Broggi Milano
Palazzo Broggi Milano

Palazzo Broggi, conosciuto anche come Palazzo della Borsa vecchia e Palazzo delle Poste per i suoi precedenti, è un edificio storico sito nel cuore di Milano, in Piazza Cordusio 3.

La sua apertura risale ad una data lontana, il 1901, con lo scopo di ospitare il listino azionario dell’epoca. Il trasferimento accade nel mese di ottobre, con l’addio al Palazzo dei Giureconsulti, in cui era approdato nel 1809, dopo un anno di permanenza al Monte di Pietà. 

 

La storia di Palazzo Broggi

Nel XIX secolo Eugenio di Beauharnais, rampollo di napoleonica adozione e viceré del Regno d’Italia, congegnò il borsino che, malgrado contrattazioni ridotte, stava stretto nello stabile dove i poveri impegnavano le loro miserie per poco. Spinto dalla medesima ragione il cuore della finanza venne trapiantato a Palazzo Broggi, chiamato così in nome del celebre architetto Luigi. In Cordusio era di casa: lì eresse pure la sede del Credito italiano. 

 

La facciata del palazzo

Il complesso possiede una facciata eclettica, leggermente concava che segue l’andamento ellittico di piazza Cordusio. Una volta posta fine alla Seconda Guerra Mondiale, l’istituto bancario assorbì gli edifici attigui, compreso il bel ex Magazzini Contratti di via Tommaso Grossi, sempre progettati nel 1903 dal Broggi per una vasta area commerciale. 

 

Di allora l’unica superstite è l’imponente facciata, ancora ammirabile in via Tommaso Grossi, sebbene parzialmente “coperta” dalle impalcature. Il corpo fu realizzato seguendo i dettami dell’imperante stile Liberty, usufruendo di una base portante in cemento armato.

Grazie alle proprietà innovative del materiale, i progettisti potevano conferire un aspetto “snello”. Senza ingombranti muri portanti, fu possibile decorare con ampi finestroni la zona frontale in modo da apportare un significativo contributo all’illuminazione interna.

Il fronte è dunque decorato con bassorilievi e sculture in cemento; e colonnine in ghisa e parapetti fungono da inframezzi ai finestroni. Nella rinnovata veste di uffici, la facciata perse sia la tettoia liberty, volta a proteggere le imprese, sia le grandi lampade. Accorgimenti che stravolsero l’aspetto con cui si presentavano gli interni. 

 

Nel 1963 fu commissionato a Giovanni Muzio il compito di proteggere una nuova ala dello stabile, che inglobasse anche i palazzi di Piazza Cordusio e di via Tommaso Grossi, unendo in un sol colpo l’intero isolato, incluse le vie B. Porrone, S. Protaso e S. Margherita. 

 

La crisi del 29

Il ruolo ricoperto da Palazzo Broggi nella storia di Milano è evidente. Una storia costellata da pagine felici e infelici, tipo il giovedì nero del 24 ottobre 1929. Eppure, la crisi di fine anni Trenta non aveva impedito a nuove aziende di quotarsi in borsa. Ecco perciò che nel 1932 il mercato dei titoli azionari “traslocò” a Piazza Affari, mentre Palazzo Broggi divenne sede delle Poste. 

 

Il terzo capitolo è invece in procinto di essere scritto. Difatti, Piazza Cordusio sarà completamente riqualificata e quindi lo stesso Palazzo Broggi e il Palazzo del Credito Italiano (ex-Unicredit) cambieranno “pelle”. 

 

Il progetto pilota Europa Roastery

Aperto il progetto pilota per l’Europa Roastery di Starbucks, nel palazzo ex Poste di Blackstone, e il primo flagship del marchio di moda low cost nipponico Uniqlo, e in attesa del processo di riqualificazione avviato dalle Generali per lo stabile di proprietà, Fosun, a cinque anni dall’acquisto del building (costato 345 milioni) e a un anno dall’avvio del cantiere, sta cercando di stringere i tempi per trovare un inquilino da accogliere a Palazzo Broggi, prima del trasferimento di Unicredit in Piazza Gae Aulenti.

Palazzo Broggi oggi

Il colosso cinese ha stanziato ulteriori 100 milioni pur di conferire un’immagine accattivante al polo retail ribattezzato The Medelan. Il progetto architettonico è di Piuarch, che ne parla così sul proprio sito:“Affacciato su Piazza Cordusio a Milano, Palazzo Broggi è attualmente un complesso misto per uffici e retail, composto da tre edifici collegati e risalenti a periodi diversi.

L’edificio principale, denominato Palazzo del Credito Italiano e progettato dagli architetti Luigi Broggi e Cesare Nava, confina con l’edificio Magazzini Contratti, del 1903, sempre di Luigi Broggi. Conclude quindi l’isolato il blocco di via Santa Margherita, progettato dall’architetto Giovanni Muzio e completato nel 1960. Il progetto di Piuarch per la riqualificazione del grande complesso muove da una riflessione sul tema della leggerezza: leggerezza come approccio progettuale, opposta alla monumentalità dell’edificio esistente; leggerezza come apertura verso l’ambiente cittadino; leggerezza come integrazione nel verde di giardini pensili posti all’interno delle corti, completamente ripensate. Arricchito da terrazze in quota e patii verdi, l’intervento di riqualificazione ospiterà dunque differenti funzioni, in un’area complessiva di circa 48.000 mq”.