Palazzo Borromeo Milano: una cittadella in possesso del casato

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Palazzo Borromeo Milano
Palazzo Borromeo Milano

Palazzo Borromeo è un edificio storico sito in Piazza Borromeo n. 12 a Milano. La costruzione risale alla fine del Duecento, per volere della famiglia Borromeo, che, trasferitasi da Firenze, divenne, anche grazie alle collaborazioni con l’allora duca Francesco Sforza, una delle più influenti e prestigiose della città.

Dal singolo palazzo vedrà poi la luce una specie di cittadella in possesso del casato, dove questa teneva tornei e feste. Già poco tempo dopo il completamento dei lavori, studiosi e visitatori stranieri rendevano visita, accorsi ad ammirare la ricca galleria d’arte interna. 

 

Palazzo Borromeo: il complesso

Il complesso ha una configurazione tardogotica, tuttavia l’opera risente globalmente di vari rimaneggiamenti compiuti negli anni, principalmente legati ai bombardamenti subiti da Milano durante la Seconda Guerra Mondiale.

La facciata, in mattone a vista, è centrata sul portale, dove conci di marmo rosso di Verona si alternano ad altri di marmo bianco di Candoglia. Il tutto coronato da un archivolto con tralci di vite e foglie di quercia scolpite nella pietra. Del progetto originale rimangono le finestrelle quadrate a forte strombatura. 

 

I Giochi di Palazzo Borromeo
I Giochi di Palazzo Borromeo

 

 

I cortili

Entrando ed oltrepassando l’androne del soffitto ligneo, si entra nella corte d’onore, la parte meglio conservata del Palazzo Borromeo. Su tre lati portici sorretti da pilastri di forma ottagonale delimitano il cortile, mentre il quarto lato non presenta portici e permette dunque di vedere coi propri occhi ciò che resta degli storici affreschi della facciata. 

 

Nel secondo cortile, in una sala al pianterreno, sono ammirabili gli affreschi dei Giochi Borromeo, probabilmente eseguiti tra il 1445 e il 1450. Parte di un importante sistema decorativo disposto da Vitaliano Borromeo, che ne comprendeva numerosi sia lungo il porticato sia dentro le singole stanze.

Dunque, Palazzo Borromeo, a metà del Quattrocento, è uno dei cantieri privati più illustri a Milano e il ciclo dei Giochi è testimonianza del ragguardevole livello qualitativo e delle ingenti disponibilità economiche dei committenti.

Purtroppo il cattivo stato di conservazione degli affreschi, consumati da gravi problemi di risalita di umidità e dalla tecnica “a fresco” non impeccabile compromette la lettura del ciclo.

Tuttavia, sono di notevole fascino i giochi e i passatempi dei giovani rampolli Borromeo, che ostentano, allo stesso tempo, la posizione sociale acquisita mediante l’esibizione e la ricchezza delle acconciature e delle vesti. 

 

Il Gioco dei Tarocchi

Accedendo, sul muro di sinistra, il Maestro dei Giochi Borromeo realizzò il Gioco dei Tarocchi: con sullo sfondo un paesaggio lacustre, sotto tre alberi di melograno, cinque giovani giocano a carte. La resa spaziale del paesaggio, la saldezza volumetrica dei soggetti raffigurati e il complessivo equilibrio della scena si sposano alla aristocratica attenzione ai dettagli. Il linguaggio meramente tardogotico si inserisce in un percorso figurativo più elaborato, ispirato sia al ciclo di Masolino da Panicale sia al nuovo corso della pittura lombarda. 

 

A tal proposito Milva Bollati, docente dell’Università del Sacro Cuore di Milano, scrive: certo è che tra gli artisti lombardi della prima metà del Quattrocento, il Maestro dei Giochi Borromeo sembra il più vicino, stilisticamente a Donato de’ Bardi. Un’ipotesi di lavoro che preveda contati tra i due prima della partenza di Donato per Genova mi pare dunque molto allettante”. Come descrisse nel 1570 Stefano Breventano è evidente l’influenza del Pisanello “verso il parco […]con bellissime figure, le quali rappresentavano caccie et pescagioni at giostra con altrj vari dipinti”.

 

Il Gioco delle Palmata e della Palla

La raffinatezza dei personaggi e la resa volumetrica emerge in modo ancora più distinto al centro della stanza, dedicata al Gioco della Palmata; qui l’elemento centrale della scena è la bellissima ragazza che, in compagnia degli altri giovani Borromeo, esalta il gusto aristocratico.

L’ultimo affresco, sulla parete di destra, ha come oggetto il Gioco della Palla e protagoniste le dame Borromeo; in tal caso c’è una vera e propria parata di abiti, volti e acconciature. Insomma, Palazzo Borromeo pone in primo piano l’importanza e lo status sociale della famiglia Borromeo nel ducato visconteo. 

 

La proprietà oggi

Il palazzo, ancora attualmente di proprietà degli eredi dei Borromeo, ricevette l’ultimo restauro nel secondo dopoguerra ad opera di Ferdinando Reggiori ed è ora adibito ad abitazioni e uffici.

Le visite guidate sono permesse solo dal lunedì al venerdì ed è vietato effettuare riprese fotografiche. La fermata più vicina della metro è Cordusio, raggiungibile con la linea M1 (rossa). È possibile studiare percorsi alternativi con gli altri mezzi pubblici su www.atm.it