Palazzo Castani Milano, una lunga storia. Ma oggi è diverso

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Palazzo Castani Milano
Palazzo Castani Milano

Palazzo Castani è un palazzo storico sito nel cuore di Milano, in piazza San Sepolcro. Vanta una storia lunga, anche se, oggi come oggi, sono rimaste ben poche tracce. Della struttura originaria, risalente al XV secolo, ormai è possibile trovare delle parti esclusivamente nel portale; per quanto riguarda il resto tutto è stato rifatto, tutto è cambiato.

Fattore non meno importante, la facciata è stata riprogettata nel Seicento. Eppure, il “contributo” alla storia della città e dell’Italia intera è evidente, unanimemente riconosciuto. Difatti qui, il 23 marzo 1919, presso il Circolo dell’Alleanza Industriale, messo a disposizione da Cesare Goldmann, nacquero i Fasci Italiani di Combattimento.

 

I fasci Italiani di Combattimento

Fasci Italiani di Combattimento è il nome affibbiato al movimento politico fondato da Benito Mussolini, diretto erede del Fascio d’azione rivoluzionaria del 1914. Due anni dopo il gruppo si trasformò in Partito Nazionale Fascista. Tra i soci fondatori persone di diverso orientamento politico ed estrazione sociale.

Ciò rifletteva una certa eterogeneità ideologica; lo certifica il fatto che anche cinque ebrei figuravano tra i primi aderenti. E lo stesso Cesare Goldmann, colui che decise di dare in locazione i locali, fu un industriale e massone di origine ebraica, a capo dell’Associazione lombarda degli industriali. In cambio riceveva regolare affitto. 

 

Presso Palazzo Castani Benito Mussolini prevedeva la messa in atto di un apposito Programma di San Sepolcro. E i primi componenti dei Fasci vennero appunto chiamati sansepolcristi, insigniti di una fascia giallorossa (i colori di Roma). I semplici squadristi poteva invece essere riconosciuti per via della striscia rossa al polso della camicia nera. 

Il teschio, il pugnale e il gagliardetto

La struttura era caratterizzata da simboli degli arditi che sarebbe poi divenuti comuni nell’iconografia del movimento, quali il teschio, il pugnale e il gagliardetto. Il simbolo dell’associazione era il fascio littorio, rifacimento della storia romana così come molti altri simbolo del regime.

Già il 2 marzo su Il Popolo d’Italia era apparsa una comunicazione con la quale si indiceva una riunione per l’istituzione del nuovo corpo. La settimana seguente fu ripetuto l’invito, sottolineando che “il 23 marzo sarà creato l’ʹantipartitoʹ, sorgeranno cioè i Fasci di Combattimento, che faranno fronte contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra”. 

 

Arrivarono le prime adesioni, da aggregazioni futuriste e combattentistiche, ma a causa dello scarso interesse riscosso, il ritrovo era stata spostato dal Teatro dal Verme, dove era inizialmente programmata.

Alla fine vi preso parte 300 persone circa, tra cui Italo Balbo, Mario Carli, Filippo Tommaso Marinetti e Manlio Morgagni. Sotto l’amministrazione fascista, saranno concessi dei particolari privilegi ai presenti, rafforzati con il regolamento emanato del 1939. Marinetti comporrà pure un Poema dei Sansepolcristi. 

 

Al termine della riunione era stata nominata la Giunta del Fascio di Combattimento milanese, costituita da Benito Mussolini, Michele Bianchi, Ferruccio Ferradini, Enzo Ferrari, Mario Giampaoli, Carlo Meraviglia e Ferruccio Vecchi. Il Popolo d’Italia pubblicò in data 24 marzo il primo programma, caratterizzato dalle tematiche nazionaliste; ne seguì il manifesto del 6 giugno, redatto da De Ambris e più aperto ai temi sociali. Il complesso sarà nuovamente utilizzato come sede del Pnf dal 1921 al 1924, nella fase di ascesa del partito. 

 

La ristrutturazione

Durante gli anni Trenta Palazzo Castani aveva subito un processo di ristrutturazione, in modo da concedere spazio alla nuova sede dei fasci lombardi, delegata a Piero Portaluppi.

Il brillante architetto milanese aveva concepito due edifici affacciati sulla nuova strada in costruzione, destinata ad unire Largo Cairoli con piazza Missori. Eppure, il progetto non andò oltre al primo, quello riguardante Palazzo Castani. Il secondo non vide mai la luce.

 

La Casa del Fascio Primogenito Costanzo Ciano fu inaugurata nel 1940; e il cardinale Schuster aveva benedetto la cripta sottostante. Passati tre anni divenne la sede del Partito fascista repubblicano. Nel dopoguerra Portaluppi, autore fra l’altro pure dell’Arengario, sarà sottoposto a due procedimenti di epurazione ma assolto e reintegrato, salendo al presidio della Facoltà di Architettura e Presidente dell’Ordine degli architetti.

 

Oggi il Palazzo

Palazzo Castani ospita oggi il Commissariato Centro della Polizia di Stato. Ripartito in tre piani, il pianterreno è formato da uno zoccolo in pietra; i piani superiori prevedono figure di conchiglie al primo piano, balconcini mistilinei in ferro battuto al secondo. All’interno, delle volte a crociera impreziosivano il cortile porticato su tre lati, composti da archi a tutto sesto in cotto sorretti da colonne corinzie.