Palazzo Sormani Milano: oggi sede della Biblioteca Centrale

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Palazzo Sormani a Milano
Palazzo Sormani a Milano

Palazzo Sormani è un palazzo storico del Comune di Milano, oggi sede della Biblioteca Centrale della città, situato in corso di Porta Vittoria 6.

Alla base della costruzione un fabbricato già esistente nel Cinquecento, seppur dotato di dimensioni alquanto più ridotte. Ne è testimonianza la lapide voluta da uno dei successivi proprietari, che ancora oggi erge nell’atrio d’ingresso.

 

Biblioteca all'interno di Palazzo Sormani Milano
Biblioteca all’interno di Palazzo Sormani Milano

 

Questa lapide riporta le armi del primo illustre possessore dell’edificio: il generale imperiale Giambattista Castaldo, che combatté le battaglie di Pavia e al sacco di Roma del 1527. Portato in dote dalla nipote Livia, il complesso passò, nella seconda metà del XVI secolo, alla influente famiglia dei Medici di Marignano, cui apparteneva Giovanni Angelo Medici, più conosciuto come Papa Pio IV, fratello della madre di Carlo Borromeo, Margherita. 

 

L’acquisto del cardinale Cesare Monti

L’età dello splendore di Palazzo Sormani cominciò nel Seicento, quando venne acquistato dal cardinale milanese Cesare Monti, titolare di una ricca e prestigiosa collezione d’arte, ospitata presso la nuova residenza. Il cardinale conferì il compito di seguire il progetto all’architetto egemone nella Milano di allora, Francesco Maria Richini.

È opera sua il cortile centrale del palazzo, con lo scalone d’onore che conduceva al piano nobile e il porticato a cinque arcate. L’intenzione era accogliere in maniera maestosa i visitatori del palazzo, per tale ragioni vennero applicati i canoni del classicismo romano diffuso all’epoca. 

 

La successione al nipote del cardinale

Alla sua morte, il cardinale lasciò il palazzo in eredità ad un nipote, Cesare Monti-Stampa, il quale lo volle ulteriormente ampliare dotando la costruzione di una imponente facciata prospiciente la Piazza di Porta Tosa. Per realizzarla assoldò Francesco Croce, esponente di punta dell’inedito gusto barocchetto. È sua l’aggiunta del corpo di fabbrica della facciata su Largo Augusto. 

 

La struttura architettonica del Palazzo Sormani

Da due angoli curvi, il corpo centrale sporgente finisce per confluire alle facciate laterali. La parte frontale della facciata è scandita da paraste corinzie in pietra che si elevano fino al timpano ricurvo, contenente un tempo gli emblemi del casato.

Timpani curvilinei, di forma alternata curva e triangolare al piano nobile, e aperti da oculi al pianterreno, ornano le finestre. Una fantasiosa decorazione rendeva Palazzo Sormani tra i punti di riferimento architettonico nel panorama milanese con Palazzo Litta, all’epoca Contrada di Porta Vercellina. 

Intorno alla metà del XVIII secolo venne invece realizzata la seconda facciata di Palazzo Sormani, quella che dà verso il relativo parco. L’Arch. Benedetto Alfieri, zio del poeta Vittorio lo presentò articolato da grandi lesene di ordine composito gigante, che con la loro verticalità accentuata attribuiscono slancio all’intero complesso.

A livello decorativo, spiccano gli stucchi e le statue di Elia Vincenzo Buzzi, inoltre dona ulteriore fascino il fastigio con un grande orologio realizzato dai fratelli Sangiusti. Le linee classiche qui visibili contrastano con la estrosità della facciata su strada del Croce. 

 

La vendita al conte Giovanni Pietro Andreani

Nel 1783 il fabbricato venne ceduto al conte Giovanni Pietro Paolo Andreani, imparentato con la famiglia Sormani tramite la moglie Cecilia, da cui prende per l’appunto il nome di Palazzo Sormani-Andreani. I nuovi padroni curarono le decorazioni interne dei saloni con stucchi di Giocondo Albertolli e Agostino Gerli, fra gli antesignani dello stile neoclassica francese a Milano.  

 

La proprietà Verri

Dai Sormani l’immobile fu ceduto nel 1831 ai Verri, che portarono la famosa serie di 23 tele raffiguranti il Mito di Orfeo, attribuite a un anonimo artista di origini nordiche, dopo che per lungo tempo si riconobbe la paternità al pittore genovese Grechetto, al secolo Giovanni Benedetto Castiglione. L’eccezionale ciclo pittorico contiene una enorme quantità di specie animali derivanti da tutti i continenti allora conosciuti. Secondo il conclamato gusto barocco, rappresentazioni mitologiche quali unicorni e fauni accompagnano ritratti di eccezionale realismo di specie esotiche e animali da cortile. La tela con Orfeo, che dà il nome a tutto il ciclo, è oggi disposto nell’angolo della sala. Il suo collocamento deriva probabilmente dall’adattamento della decorazione, mentre in principio doveva rivestire maggiore importanza a Palazzo Lonati. 

La Sala dei Putti

Nella “Sala dei Putti”, chiamata così per via delle decorazioni della volta, è in bella mostra uno spettacolare dipinto del Nuvolone, realizzato durante il passaggio nel 1649 di Maria Anna d’Austria a Milano, nel corso del viaggio compiuto col re Filippo IV, suo zio, per sposarsi in Spagna. Il parco fu progettato da Leopold Pollack diversi anni dopo, in tardo Settecento. Ed ha poi subito varie modifiche, tra cui l’aggiunto di un gruppo scultoreo in terracotta di Agenore Fabbri, raffigurante la Caccia al Cinghiale. 

L’acquisto del Comune di Milano

Nel 1930 Palazzo Sormani venne comprato dal Comune di Milano, che scelse di inserirvi alcune opere del museo cittadino, successivamente trasferite a Palazzo Morando, in seguito ai danni provocati dalla Seconda Guerra Mondiale, che provocarono la perdita di numerose decorazioni pittoriche interne e della sala da ballo. Dal 1956 l’architetto Arrigo Arrighetti curò la parziale ricostruzione del palazzo, eretto su via della Guastalla, una facciata dal rigoroso impianto razionalista, che esalta nel contrasto la storica parte barocca. 

Visite al Palazzo Sormani

Coperta da schermi parasole, la facciata sul giardino ricorda un volume dalle pagine sfogliate. L’aspetto ideale per un edificio che ospita la nuova biblioteca civica comunale. Raggiungibile comodamente in metro, scendendo in Piazza Duomo all’intersezione tra la linea M1 (rossa) e la linea M3 (gialla), o in alternativa con il tram (consulta il sito www.atm.it), è prenotabile una visita guidata. Per scoprire gli orari di apertura della biblioteca visita il sito milano.biblioteche.it