Piazza Duomo Milano: la piazza più conosciuta di Milano

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Piazza Duomo Milano
Piazza Duomo Milano

Dici Milano e pensi al Duomo, e viceversa. Non c’è monumento che sappia meglio simboleggiare il capoluogo lombardo nell’immaginario collettivo. Ai visitatori stranieri salta subito in mente, sia per l’imponenza sia per l’ammirevole qualità costruttiva. Tanto è rappresentativo da aver dato il nome alla stessa piazza dove è eretto. Da oltre sette secoli Piazza del Duomo rappresenta il cuore pulsante in termini geometrici e commerciali. Insomma, insieme alla vicina Galleria Vittorio Emanuele II, è il nucleo vitale della città, eccellente luogo di ritrovo per celebrare prestigiosi eventi.

Dominata dal fronte gotico del Duomo, e decorata al centro dal monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele II svelato nel 1896, la piazza, una delle più grandi d’Italia con una superficie di 40.200 metri quadri, compresa l’area racchiusa negli edifici circostanti, è contaminata dalle influenze di svariate correnti architettoniche. 

 

Piazza del Duomo: l’avvio di Azzone Visconti

Per quanto riguarda la nascita si può in qualche maniera farla risalire ad Azzone Visconti, signore di Milano nel XIV secolo, il quale, al fine di istituire uno spazio per le attività di scambio da affiancare alla ricca serie di botteghe circostanti Santa Tecla, affidò la creazione di piazza dell’Arengo tra le basiliche di Santa Maria Maggiore e Santa Tecla. Per ricavare lo spazio necessario fece demolire, intorno al 1330, le taverne site in prossimità della cattedrale. I lavori subirono tuttavia un brusco rallentamento in seguito alla morte di Azzone. 

Nel 1385 Gian Galeazzo Visconti dispose di abbattere le case del vescovo e dei canonici, mentre due anni più tardi fece lo stesso corso il battistero di S. Giovanni alle Fonti. Ad ogni modo, su piazza dell’Arengo avvennero pochi interventi, pure a causa del Duomo, i cui lavori stavano cominciando dietro Santa Maria Maggiore. Parecchio tempo dopo, nel 1458, Francesco Sforza e la Fabbrica del Duomo ottennero l’autorizzazione per demolire la basilica di Santa Tecla ed erigere una degna Piazza del Duomo. 

La successiva fase di ristrettezze finanziarie portò a un lungo periodo di inoperatività, eccezion fatta per il progetto seguito da Vincenzo Seregni. In particolare, l’architetto si occupò dello smantellamento del Paradiso e della nuova Santa Tecla, costituendo perciò una piazza quadrata dinanzi al Duomo. Con l’apertura di Palazzo Reale del Piermarini, ne nacque un’altra, posta letteralmente dinanzi alla prima e ad essa collegata. 

 

La visione dell’architetto Giuseppe Mengoni

In epoca napoleonica e nella susseguente Restaurazione (siamo già nell’Ottocento) la musica suonata è praticamente la stessa. L’unica aggiunta è la zona sita nella parte posteriore al Duomo; in cui, anziché le case del cantiere della Fabbrica, vide la luce il nuovo palazzo. La fisionomia attuale di Piazza del Duomo è frutto della brillante mente dell’Arch. Giuseppe Mengoni, che dal 1865 al 1873, ampliò considerevolmente il precedente sagrato della cattedrale. Terminata la Galleria, la naturale prosecuzione consisteva nei rifacimenti della Piazza. Propositi accantonati poiché la londinese City of Milan Improvements Company Limited (la società vincitrice dell’appalto) cominciò ad accusare difficoltà finanziarie. 

Di conseguenza, il Comune acquistò la Gallerie e le aree sulle quali stavano sorgendo i palazzi dei Portici Settentrionali e Meridionali. L’area est passò invece in mano a privati, comunque vincolati ad eseguire i lavori in linea con quanto previsto nel progetto del Mengoni. Restavano unicamente da trasformare da sogno in realtà i due archi di trionfo. Poiché le autorità comunali apparivano titubanti in merito, a causa dell’assenza di fondi, il Mengoni apportò inoltre un contributo finanziario. 

Ma tragicamente, il 30 dicembre 1877, nel corso di un sopralluogo, precipitò dai ponteggio. La morte venne catalogata come incidente, ma tante voci circolavano su un possibile suicidio o, addirittura, omicidio. Una improvvisa scomparsa che compromise i piani. Piazza del Duomo rimase sostanzialmente immutata e solo nel 1896 venne inaugurato al suo centro il monumento equestre a Vittorio Emanuele II.  

 

Piazza del Duomo: rifugio antiaereo in tempo di Seconda Guerra Mondiale

Nel 1928 l’Arch. Piero Portaluppi realizzò la pavimentazione della piazza e il nuovo sagrato. Lì dove inizialmente dovevano sorgere i due archi di trionfo sorse nel 1936 il Palazzo dell’Arengario. La struttura, rivestita con marmo rosa di Candoglia, lo stesso del Duomo, presenta bassorilievi scolpiti e fu usata dal Duce come luogo da cui affacciarsi per arringare il popolo durante i suoi discorsi pubblici milanesi. 

In piena Seconda Guerra Mondiale si costruì sottosuolo un rifugio antiaereo e le aiuole, coltivate a frumento davanti a Palazzo Carminati, sopperivano alla mancanza di sostentamento. A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta giunsero a conclusione i lavori relativi alla stazione della metropolitana, oggi utilizzata per la linea M1 (o rossa) e la linea M3 (o gialla). Con gli anni Duemila le modifiche si limitarono al minimo: la sottolineare la piantumazione di Palme, Banani e altri alberi.