Viale Monza Milano: da Porta Venezia fino alla Villa Reale di Monza

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Viale Monza Milano

Con i suoi 4 km di estensione, Viale Monza è una strada radiale di Milano che congiunge piazzale Loreto e il comune di Sesto San Giovanni, dove prosegue con il nome di viale Enrico Marelli verso la città brianzola. Per risalire alle origini, bisogna tornare indietro di tre secoli. Nel 1777 l’imperatrice d’Austria Maria Teresa conferì all’architetto Giuseppe Piermarini la realizzazione di una villa reale quale dimora per la corte arciducale del figlio Ferdinando d’Asburgo-Este, Governatore Generale dal 1771 della Lombardia austriaca.  

Perché proprio Monza? La salubrità e l’amenità del paese giocarono un ruolo cruciale. In appena tre anni i lavori vennero completati, ispirati al Castello di Schonbrunn e alla reggia di Caserta. Per raggiungere il punto bisognava però percorrere uno stradone contorto, stretto e non certo “nobile”. Da qui il soprannome de “el trottapian”, che ispirò una filastrocca: 

“El postiòn de Monscia se ciàma el trottapiàn ghe mett trii ur e mezza de Monscia a Milàn”

Entrati nel XIX secolo, si pensò al progetto di un viale che da Porta Venezia conducesse fino alla Villa Reale di Monza. Gli Asburgo impartirono l’incarico all’ingegner Caimi.

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Viale Monza: un percorso monumentale

Al solito, il viale non fu per far piacere al popolo; bensì per accogliere in pompa magna Ferdinando d’Austria, che a Milano sarebbe stato incoronato. L’opera consistette in un percorso monumentale: 

  • uno stradone centrale per le carrozze
  • due viali laterali per i pedoni intervallato da tre piazze circolari (Rondò dei Pini, Rondò di Sesto, Rondò di Loreto)
  • quattro filari di Platano

Al giorno d’oggi – per quanto naturalmente non originali – le uniche alberature sopravvissute sono quelle all’interno del territorio di Sesto San Giovanni, lungo viale Casiraghi e viale Ercole Marelli. 

Già nella seconda metà dell’Ottocento la direttrice verso Monza divenne la principale lungo la quale lo sviluppo della città e delle industrie si concentrò. Ben presto i vecchi borghi rurali che vi affacciavano si trasformarono in popolosi quartieri industriali. La graduale urbanizzazione delle aree ubicate davanti alla strada, con un avvicinamento dei comuni e delle frazioni (Turro, Gorla, Precotto), portarono Milano ad assorbirle, nel 1919 e nel 1923. 

L’importanza assunta a partire dagli anni Trenta dal nuovo Viale Fulvio Testi come variante del tracciato per Monza portò a conseguenze; intorno agli Anni 50 il nuovo Viale Monza perse considerazione. Successivamente venne interessato dagli scavi per la costruzione della linea metropolitana M1 (rossa), aperta nel ‘64. 

Sesto San Giovanni, punto dove termina via Monza Milano
Sesto San Giovanni, punto dove termina via Monza Milano

Caratteristiche

All’altezza di Turro, Viale Monza è attraversato da viadotti ferroviari realizzati intorno al 1910; in concomitanza, videro la luce la nuova Stazione Centrale e il riassetto del nodo ferroviario meneghino. All’intersezione passa la Martesana con un ponte; sul lato nord si trova il locale di cabaret Zelig. Recentemente sono partiti i cantieri per la costruzione della pista ciclabile. L’assessore meneghino alla mobilità Marco Granelli ha spinto l’amministrazione a riconcepire i trasporti pubblici e a trovare forme alternative di mobilità. 

L’idea originaria – auto a destra e sinistra e ciclabile al centro della carreggiata – è stata scartata perché chiaramente troppo pericolosa e il progetto conclusivo prevede che la pista “scorra” alle estremità della strada. “Sarà una corsia ciclabile di 4,3 km per ciascun senso di marcia, tra la sosta e la corsia delle auto, utilizzando il decreto di maggio del Governo di modifica del Codice della Strada, divenuto legge a metà luglio”, ha spiegato lo stesso Granelli. Che ha poi tenuto a spiegare la scelta: “Perché viale Monza? Perché è usata da migliaia di ciclisti ed è una strada pericolosa, per tutti. Dal 2011 ad oggi 150 feriti all’anno, di cui il 69% tra pedoni, ciclisti e motociclisti. Un incidente ogni 3 giorni. E sono 2 i motivi – ha sottolineato l’assessore -, la velocità e la sosta disordinata”.

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Zelig

Come raccontare Viale Monza senza un paragrafo esclusivamente dedicato allo Zelig? Il locale venne inaugurato il 12 maggio 1986, all’interno delle precedenti sedi del Circolo di Unità Proletaria. Il responsabile Giancarlo Bozzo guidò una cooperativa, assistito nella direzione artistica da Gabriele Salvatores e Gino e Michele. Il nome trae origine dall’omonima pellicola di Woody Allen. Ad esibirsi fu dapprima un gruppo di comici che riscuoteranno notevole successo quali: Gigio Alberti, Claudio Bisio, Antonio Catania, Lello Costa, Angelo Finocchiaro, Silvio Orlando, Gianni Palladino, Paolo Rossi, Renato Sarti, Bebo Storti e pure il complesso musicale Elio e le Storie Tese. 

Zelig in viale Monza 140 Milano
Zelig in viale Monza 140 Milano

Diventato un punto di ritrovo per le serate di cabaret a Milan, lo Zelig lanciò in seguito Antonio Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo, Gene Gnocchi, Maurizio Milani e Dario Vergassola. In occasione del decennale, viene stretto un accordo con il canale Italia 1 per una trasmissione televisiva direttamente in onda dal palco. Il 5 maggio 1997 esordì Facciamo Cabaret, presentato nella prima edizione da Antonella Elia e Claudio Bisio. L’eccezionale seguito portò a diverse edizioni della trasmissione, che nel corso del tempo cambiò più volte nome, finché, nel 2006, le riprese non furono spostate al Teatro degli Arcimboldi.