Turro Milano, nasce tutto da una torre di difesa

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Turro

Non bisogna avere una laurea in lettere antiche per immaginare che il quartiere Turro prenda il nome da una torre di difesa o di avvistamento; attorno alla quale furono edificate le case che col tempo costituirono il villaggio. Anticamente, la zona ricopriva un ruolo chiave per l’economia agricola dei borghi. Nell’ambito di una “città d’acqua” quale fu Milano fino alla fine dell’Ottocento, il sistema di canali e rogge veniva in grande aiuto. 

Prendendo acqua dal Naviglio Martesana, disegnavano, infatti, percorsi fin verso il centro urbano. Poca sopra il naviglio nasceva la roggia Acqualunga e giungeva a lambire i giardini di Porta Venezia, proseguendo poi verso sud. 

Al 1489 risalgono le prime testimonianze certe. Ma su carte provenienti addirittura dal primo millennio si menziona tale “Tauris Turris”, Torre del Toro, alle porte cittadine nel 950. Secondo la tesi prevalente si tratta del primo insediamento che condusse alla formazione di Turro. Registrato agli atti del 1751 come un villaggio di 220 abitanti, subì col tempo la concorrenza dei paesi vicini. E in piena età napoleonica nel 1805, la popolazione era scesa a 160 unità. Insieme ad altri 34 comuni, Turro venne aggregato il 9 febbraio 1808 a Milano. L’unione durò poco: con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto si riappropriò dell’indipendenza il 12 febbraio 1816. 

Turro: terreni e tenute dell’alta società

Dopo le Cinque giornate di Milano nel 1848, gli austriaci abbandonarono la città. In piazza Governo Provvisorio, presso una ex-casa dell’Ospedale Maggiore, si riunirono a Turro i componenti del governo provvisorio lombardo. Tra di loro vi erano Gabrio Casati (presidente), Cesare Correnti, Luigi Anelli e Giuseppe Durini. Nel 1853 l’abitato contava 285 residenti, che salirono a 319 nel 1861. L’anno seguente il comune prese la denominazione di Turro Milanese. Diverse famiglie dell’alta società vi possedevano terreni o tenute. Tra le più importanti citiamo i Brivio, i Dal Verme, i Melzi, i Parravicini e i Visconti. 

In apertura del Novecento svariate industrie insediarono l’area. Favorito dalla vicinanza al capoluogo, Turro conobbe così un esponenziale incremento demografico; passando dalle 555 anime del 1901 alle 7.883 del 1911. L’aggregazione a Milano fu proclamata in piena guerra nel 1918 mediante decreto luogotenenziale. 

Il municipio si trovava infatti in posizione di totale debolezza, essendo commissariato per la crisi repentina dell’amministrazione eletta nel 1914. In aggiunta era impossibile procedere a nuove elezioni per lo stato bellico. Ecco perché si preferì concedere il comune al sindaco meneghino anziché rimanere in perenne stato emergenziale.  

Evoluzione senza sosta

A partire dagli Anni 20 Turro venne sempre più assorbita dal capoluogo lombardo, fino a venire confinato a quartiere periferico. Del vecchio carattere rurale restavano unicamente dei corsi d’acqua come l’Alta Veggia. L’area assunse una conformazione industriale, fornitrice di manodopera per le grandi aziende e la costruzione e la messa in funzione della vicina Stazione Centrale. 

Proprio questa grande opera, con arcate ferroviarie, ricovero per i treni e ponti per i treni diede un forte impulso al cambiamento. La popolazione crebbe sino a toccare le 20mila unità. Il quartiere conservò tali peculiarità fino agli Anni 80, decennio in cui le imprese si trasformarono in aree residenziali e specializzate nel settore terziario. 

Approfondimenti: Parco Nord

Santa Maria Assunta

La parrocchia di Santa Maria Assunta è una delle più antiche erette all’esterno delle mura della vecchia Milano. Sull’area della chiesa, realizzata intorno al 1590, vi è ora quella moderna, la cui prima pietra fu posata intorno al 1805. Il 1° agosto del 1886 fu consacrata, nonostante i lavori non fossero ancora terminati. Rinnovata in stile neoclassico nel 1926, la facciata presenta tre navate sostenute da colonne. Il pittore elvetico Carmine eseguì nel 1888 alcune decorazioni, completate da Cesaro Maroni vent’anni dopo con gli affreschi dell’abside e della cupola. 

parrocchia di Santa Maria Assunta Turro
parrocchia di Santa Maria Assunta Turro

Nel 1927 si svolsero altri lavori di abbellimento, tra cui il riammodernamento della cappella della Madonna di Caravaggio, affrescata da Emilio Tornaghi. Un ampliamento radicale del luogo di culto è stato curato nel 1952 da Ottavio Cabiati, arretrando l’abside. Il sacro edificio presenta uno stendardo prezioso del XVII secolo con fini ricami d’oro e un pregevole crocifisso in legno. Sulla vecchia area del cimitero, adiacente alla chiesa, sorgeva l’Oratorio, spostato e dunque totalmente ricostruito alla sinistra della struttura ecclesiastica. Nel settembre 2010 venne portata a termine, nei locali dell’ex bar del vecchio oratorio, la costruzione di una cappellina dedicata a San Giuseppe lavoratore, per volere del nuovo parroco.

Approfondimenti: Crescenzago

Aree naturali 

Turro è un posto ancora oggi caratterizzato da vaste aree verdi. In particolare, si segnalano due parchi. Il primo, affacciato sulla sponda sud dell’omonimo naviglio, è comunemente noto come Parco Martesana. Istituito nel 1978, ha un’estensione di circa 12 ettari. All’aperto vi è un anfiteatro, abbandonato al degrado negli anni e oggi oggetto di riqualificazione. 

Martesana Milano, il parco
Martesana Milano, il parco

Il secondo punto di riferimento è il Parco Trotter, ippodromo all’inizio del XX, poi scuola speciale sperimentale.