Giardini Pubblici Indro Montanelli Milano: tra aiuole geometriche ed alberi

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Giardini idro montanelli Milano
Giardini idro montanelli Milano

Per oltre due secoli sono stati semplicemente chiamati giardini di Porta Venezia o di Via Palestro, finché nel 2002 li hanno intitolati al celebre giornalista e saggista Indro Montanelli, che abitualmente passava qui parte del proprio tempo libero. Nella seconda metà del Settecento quest’area era un esteso terreno, suddiviso in orti coltivati in affitto, entro le mura spagnole, sul bordo settentrionale cittadino. Lo attraversava una rete di corsi d’acqua, di cui rimangono visibili tracce nei laghetti e canaletti negli stessi giardini pubblici e nel vicino parco di Villa Reale. 

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Di proprietà della famiglia Dugnani, sorgevano qui anche due monasteri, quelli delle Carcanine e di San Dionigi, che erano stati soppressi dal governo austriaco. Nel 1780 il viceré Ferdinando d’Asburgo-Este delegò all’architetto Giuseppe Piermarini il compito di crearvi un parco pubblico, inglobandovi pure gli spazi acquisiti dei due monasteri. Nella parte orientale, i lavori ebbero corso tra il 1782 e il 1786, a cui seguì il collaudo del Piermarini: furono i primi giardini pubblici di Milano. 

Giardini Pubblici Indro Montanelli: i primi destinati allo svago collettivo

Il progetto, con aiuole geometriche e ampie vedute di viali alberati in stile francese, fu portato avanti in parallelo con quello dei “Boschetti”, di via Marina. Al vertice nordorientale, in direzione Porta Venezia, accanto alla doppia scalinata monumentale che conduceva ai Bastioni, era stato adibito un vasto spazio dedicato al gioco del pallone. Nemmeno la successiva edificazione del Museo di storia naturale e del planetario Ulrico Hoepli ha compromesso la prospettiva della lunga fuga di alberi immaginata dal Piermarini. 

Inaugurati nel 1784 dall’amministrazione asburgica, i Giardini Pubblici Indro Montanelli furono il primo parco della città appositamente destinato allo svago collettivo. In collaborazione con l’allievo Enrico Combi, nel XIX secolo l’architetto Giuseppe Balzaretti curò l’ampliamento ovest, fino a via Manin. Come metro di ispirazione prese il giardino paesaggistico all’inglese, con laghetti artificiali, ruscelli e alture. Venne così assorbita l’intera proprietà Dugnani, incluso il palazzo seicentesco affacciato su via Manin. L’ampliamento, affidato al Balzaretti, fu completato dopo l’unità d’Italia. 

Ritenuta la prima delle grandi opere compiute nel capoluogo lombardo post 1859, il Giardino Pubblico di Milano aprì ufficialmente durante le feste popolari delle annessioni e dei plebisciti. 

Lo zoo di Milano

Al Museo di storia naturale si affiancò nel secondo Ottocento lo “zoo di Milano”, definitivamente chiuso nel 1992 a causa delle proteste degli ambientalisti. Dello zoo è rimasto il padiglione contenente le gabbie dei grandi felini, ora convertite a centro didattico per il museo di scienze naturali. Tra il 1871 e il 1881 si svolsero ai Giardini Pubblici Indro Montanelli numerose grandi rassegne. Di particolare rilevanza l’Esposizione Nazionale, in cui fu peraltro costruita la “casa russa”, distrutta dai bombardamenti angloamericani del 1943. 

Nel mentre si percepì la necessità di ristrutturare radicalmente l’area che, grazie pure allo smantellamento del vicino Lazzaretto, stava assumendo un ruolo centrale. La risistemazione fu seguita dall’architetto Emilio Alemagna, già fautore del Parco Sempione. Sull’onda del successo conseguito dalla prima fiera campionaria nel 1920, l’ente regio autonomo Fiera Internazionale di Milano spostò definitivamente la sede nella allora piazza d’armi. Qui resterà fino alla realizzazione del polo espositivo di Rho. 

La flora e gli eventi

I Giardini Pubblici Indo Montanelli, situati nella zona nord-est del centro storico cittadino, consistono in un ampio terreno rettangolare; delimitato da via Manin e via Palestro, da corso Venezia e dai Bastioni di Porta Venezia. Tra le numerose specie arboree presenti, ricordiamo i platani, di cui uno secolare vicino alla statua di Montanelli, la metasequoia, con un esemplare monumentale, il ginkgo biloba, gli aceri, la magnolia e il tiglio. 

L’Associazione didattica musicale organizza un percorso botanico per le scuole. Sono inoltre presenti tre aree gioco e una per il divertimento con giostre e un trenino. A fianco del museo, l’associazione Cometa ha realizzato il padiglione Oasi delle farfalle. Ai cani sono riservati due spazi cintati per 10.600 metri quadrati. Tra gli eventi in calendario, spiccano Orticola, la mostra mercato di floro-vivaismo prevista nel mese di maggio; e Arianteo, la rassegna cinematografica estiva all’aperto della quale i giardini sono una delle tre sedi. 

Giardini Pubblici Indro Montanelli Milano: omaggio all’indimenticato direttore del Corriere della Sera 

Dal 2002 i giardini sono intitolati a Indro Montanelli. Ogni mattina, recandosi al Giornale che aveva fondato e che dirigeva, il giornalista e scrittore era solito passare del tempo su una panchina, vicino al Palazzo dei Giornali, presso cui aveva l’ufficio. Fu lì, all’angolo fra Piazza Cavour e via Manin, che la mattina del 2 giugno 1977 le Brigate Rosse gli tesero un agguato, sparandogli alle gambe; la statua in suo onore sorge vicino al luogo dell’attentato. 

Tra le più popolari e apprezzate firme del Novecento, Montanelli fu per circa quarant’anni l’uomo-simbolo del Corriere della Sera. Lasciato a causa di divergenze editoriali, diresse Il Giornale, e nel marzo 1994 fondò la Voce. Infine, fu anche autore di una collana di libri di storia di stampo generalista, sempre con ottimo seguito.