Villa Reale di Milano: dal conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso ad oggi

0
158
La Villa Reale di Milano
La Villa Reale di Milano

La Villa Reale di Milano (oggi Villa Comunale) costituisce uno dei principali monumenti del neoclassicismo cittadino.

Correva il 1790 quando il conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso acquistò dalla famiglia Dugnani dei fondi agricoli con cascina con affaccio su via Isara. A Giuseppe Piermarini commissionò il progetto di una villa presso il passeggio pubblico sul lato sud dei giardini di Porta Orientale, da lui stesso ripensato.

Il Piermarini affidò l’incarico al suo allievo prediletto, l’austriaco Leopold Pollack, riservando per sé gli interni e indicando il Parini come ideatore dei temi decorativi. In sei anni Pollack realizzò una villa classica suburbana nei pressi di piermariani “boschetti” a centro città, anche se in una zona piuttosto spoglia di costruzioni. 

Potrebbe interessarti: Architettura, cosa visitare a Milano.

Il complesso architettonico della Villa Reale di Milano

L’intero complesso architettonico, di matrice francese, organizzato su tre piani, è sviluppato, per quanto riguarda la parte frontale, intorno ad un cortile d’onore aperto su strada, racchiuso da due ali. Nella parte posteriore alte colonne scanalate su alto basamento a bugnato caratterizzavano l’elegante facciata, culminante in due corpi laterali, sporgenti con frontoni, e un attico.

Il giardino retrostante, in stile british, fu concepito, in compartecipazione con lo stesso Pollack, dal conte Ercole Silva accanto al conte Belgiojoso. Quest’ultimo decise di renderlo il suo personale rifugio dagli incarichi della corte asburgica e dalle fatiche implicate dalla vita militare.  

Come spiegato poc’anzi, il complesso architettonico è costruito, secondo i modelli dell’hotel francese, intorno ad un cortile d’onore su strada. Le ali laterali con ampi portici, su due piani, fanno da contrappunto al corpo centrale su tre livelli voltati, che lasciano spazio a destra all’entrata del parco nella zona sud (oggi giardino pubblico) e a sinistra si snodano con l’area delle ex-scuderie (oggi presieduta dal fabbricato del PAC). 

La struttura su muratura portante è sviluppata all’interno con ampi saloni di rappresentanza, soprattutto nel piano nobile e nel piano terra, mentre gli ambienti risultano più angusti nei mezzanini sotto la copertura. Di stampo neoclassico, le facciate sono decorate mediante apparati scultorei, colonne e statue di tema mitologico. 

Al confine tra campagna e centro città

In virtù della sua collocazione urbanistica, la villa riveste particolare importanza. È, infatti, l’unico edificio eretto nella cerchia dei Bastioni, ovvero il confine fra campagna e centro urbano esistente della seconda metà del XVI secolo, a possedere le caratteristiche della villa suburbana anziché del palazzo cittadino. Aperta verso la corte d’onore, la planimetria ad U della dimora è delimitata verso strada da un diaframma in muratura bagnata con tre arcate d’ingresso. 

Nel corpo mediano, scandiscono il fronte principale quattro semicolonne di ordine ionico gigante sovrastate da un attico con balaustra e statue, e poggianti su un alto zoccolo bugnato. Le ali minori con testate impreziosite da timpani presentano verso la corte, in posizione centrale, due vestiboli ottagonali aperti. L’identico disegno contraddistingue pure il prospetto verso giardino, in cui la composizione è vivacizzata dai corpi rientranti collocati alle estremità, sormontati da un timpano triangolare, e al centro. 

La facciata della Villa Reale di Milano

Statue e bassorilievi distinguono le facciate, raffiguranti temi e soggetti mitologici. Il programma iconografico, curato da Giuseppe Parini, viene assegnato a scultori come Donato Carbelli, Andrea da Casaregio, Angelo Pizzi, Carlo Pozzi, Cesare Ribossi e Grazioso Rusca. L’apparato decorativo interno va invece attribuito ad Andrea Appiani. Al piano nobile, il salone delle feste dà sfoggio di notevole eleganza soprattutto per via della partitura di colonne scanalate con capitelli dorati e cornicione, a festoni e teste femminili, che sorregge la volta a rosoni e lacunari. 

Ville e sentieri sono disposti secondo linee curve, senza nessuna simmetria o rigidità geometrica, con un piccolo laghetto artificiale, alimentato da un torrente in cui si getta una piccola cascata, un boschetto e piccoli templi di ispirazione letteraria o mitologica come quello dedicato alle Parche e all’Amore, il sarcofago di Laura o la Terra del Conte Ugolino. Ad apportare ulteriore valore le sculture moderne di Wildt, Ramous e Melotti. 

La qualità di Villa Reale fu talmente ammirevole da fregiarsi, in qualità di ospiti, nel 1796, dopo l’ingresso in città delle truppe francesi, dello stesso Napoleone e della moglie Giuseppina. 

L’acquisto della Villa Reale della Repubblica Italiana

Solamente nel 1802, in seguito alla morte del conte, la Repubblica italiana acquistò, invece, la villa come residenza istituzionale di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat. Confluita successivamente nel patrimonio della Corona, divenne Villa Reale, ospitando in maniera continuativa il viceré Eugenio di Beauharnais. È il periodo in cui al Canonica vengono richiesti degli interventi per il rinnovo degli interni. Con la Restaurazione, gli austriaci rientrati in città si impossessarono del bene, dimora del maresciallo Radetzky, che morì qui nel 1858. Ad avvenuto ingresso delle truppe piemontesi a Milano, pure la villa, con l’Unità d’Italia, divenne proprietà della monarchia sabauda. 

La Villa Reale, passata nel 1919 per legge dalla Corona al Comune di Milano, aprì due anni più avanti la Galleria d’Arte Moderna. Ove confluiscono le collezioni di sculture e dipinti appartenenti al periodo che va dal Neoclassicismo al Novecento, in origine conservate presso il Castello Sforzesco. Dopo le acquisizioni del periodo fascista, con l’ingresso di opere dei futuristi, si optò per il rilancio delle strutture, attraverso un restauro generale. 

Per ovviare ai danni della Seconda Guerra Mondiale, nel 1949 si avviò l’ennesimo rifacimento dell’intero complesso. Nell’area delle scuderie vie la luce il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC), dove l’arch. Ignazio Gardella ruppe con la tradizione e introdusse le forme pulite del razionalismo. In seguito al sanguinoso attentato del 1993, all’interno di una criminosa strategia diretta a colpire il patrimonio culturale italiano, il PAC dovette essere ricostruito. E un nuovo allestimento rese Villa Reale il Museo dell’Ottocento. 

Dove si trova la Villa Reale di Milano

La visita a Villa Reale, sita in via Palestro 16 è legata a quella della Galleria.

Raggiungibile con la linea M1 (rossa) scendendo a Palestro o M3 (gialla).

Per maggiori informazioni consultare il sito www.gam-milano.com.