Palazzo Carmagnola Milano, un opera dei Visconti

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Palazzo Carmagnola
Palazzo Carmagnola

Palazzo Carmagnola è un palazzo di Milano, sito in via Rovello 2, risalente ai primi anni del Quattrocento, ristrutturato in più occasioni nell’arco dei decenni successivi. Il nucleo originario è opera dei Visconti, che se ne avvalgono come residenza secondaria, avendone a disposizione di più imponenti e lussuose. Già nel 1415 Filippo Maria Visconti la dona al Carmagnolo, il quale si attiva nella sua corposa rivisitazione, tentando di dare slancio al progetto della strada Solata dalla Curia Ducis. Alla sua morte, l’immobile finisce in eredità alle figlie. 

Nel 1485 Palazzo Carmagnola viene confiscato e arriva alla Camera Ducale. Nove anni più tardi Ludovico il Moro, duca della città, ne rivendica la proprietà, incamerandolo a titolo di regalia, in seguito alla scomparsa di Piero Dal Verme. Nel medesimo periodo la residenza viene sottoposta a lavori importanti, con il rifacimento della loggia superiore e dei colonnati di pregevole scuola bramantesca. 

Nel 1497 assume il possesso del bene l’amante del Moro, Cecilia Gallerani. Spodestato il potente signore, il Re di Francia subentra nel 1499 nei suoi beni e nello stesso anno concede il complesso al conte di Ligny. Ma presto ne diventa proprietario il Generale delle Finanze Sebastiano Ferrerio. 

Palazzo Carmagnola entra nel patrimonio del Comune di Milano

Dopo la breve parentesi degli Sforza, Palazzo Carmagnola confluisce nel patrimonio del Comune di Milano, che vi trasferisce il broletto con il mercato delle farine e gli annessi vasti granai. Ribattezzato Broletto Novissimo, rimarrà sede dell’amministrazione comunale fino al 1860, al netto dell’occupazione napoleonica. Nel 1714 alcuni locali subiscono un riadattamento per ospitare gli uffici del Banco di Sant’Ambrogio. Nel 1770 il complesso passa a una radicale ristrutturazione, su indicazione dello storico Giorgio Giulini per adeguarlo a nuova sede dell’Archivio Civico, mentre, trascorsi altri tre anni, da Piazza Mercanti si trasferisce qui il Tribunale di Provvisione, vale a dire il massimo organo del governo cittadino. Nell’epoca napoleonica vengono avviati ulteriori lavori di rifacimento, in modo da ospitare pure la Prefettura Dipartimentale. 

Con l’unificazione del Regno d’Italia, Palazzo Carmagnola passò di mano al Demanio dello Stato in cambio di Palazzo Marino ed è oggetto di varie modifiche per diventare sede dell’Intendenza di Finanza. Tra il 1890 e il 1893, contestualmente alla realizzazione di via Dante, la parte orientata verso via Rovello prevede numerose manomissioni, nell’obiettivo di conservare quanto più possibile l’originario aspetto del cortile interno quattrocentesco. Un proposito possibile solo in parte, poiché amputato per l’allargamento di via Broletto. 

Centro di controspionaggio

Entrati nel XX secolo, Palazzo Carmagnola inizia inoltre ad ospitare L’Ufficio del Bollo e del Registro, in precedenza ubicati presso l’ex monastero del Bocchetto, demolito in quel periodo. Grazie a una convenzione tra Stato e Comune, tra il 1927 e il 1931 la municipalità se ne impadronisce. Ulteriori restauri, eseguiti prestando poca attenzione al valore architettonico e storico, sono attuati nel biennio 1937-1939, per rendere l’edificio sede del Dopolavoro Civico. Una novità di particolare rilievo fu la costituzione di uno spazio destinato agli spettacoli cinematografici e teatrali. Nello stesso frangente, i sotterranei vengono adibiti a fini di controspionaggio e dal 1944 si insedia la Legione Muti, estromessa il 26 aprile 1945. 

Corre il 1947 quando il Comune approva la trasformazione dell’ex cinema Broletto nel primo teatro stabile italiano da egli direttamente gestito, che acquisirà il nome di Piccolo Teatro della città di Milano. Cinque anni più tardi gli architetti Zanuso e Rogers si prendono carico della relativa opera di ristrutturazione. E così rimane, senza alterazioni di particolare entità, fino al nuovo secolo. Fra il 2005 e il 2008 un restauro di tipo conservativo ha riguardato l’edificio. Inoltre, una volta scoperti gli affreschi del Quattrocento riconducibili a Bramante e forse pure a Leonardo, si è assunta la decisione di recuperare completamente il chiostro. 

La struttura di Palazzo Carmagnola

Strutturalmente, Palazzo Carmagnola è organizzato attorno a due cortili, dei quali il chiostro “minore”, come appena raccontato, vanta rilevante pregio artistico, dati i dipinti murali recentemente scoperti. Almeno in parte, il portico è stato in origine dipinto a motivi geometrico-decorativi ripetitivi e policromi, secondo quanto stanno a testimoniare le piccole tracce di colore rinvenute. 

Pregevoli sono anche i dipinti sugli intonaci soprastanti le arcate e sui relativi sottoarchi, ritraenti elementi che ripartiscono lo spazio e pongono in evidenza arcate e specchiature. Il cortile minore è a pianta quadrata e consta di un porticato a sei arcate a tutto sesto per lato di inizio XVI secolo, impostate su colonne in serizzo e granito. 

Completano l’articolazione degli spazi aperti un cortile porticato di ridotte dimensioni su via S. Tomaso e uno su via Rovello. Per ammirare le bellezze interne del Palazzo Carmagnola il consiglio è di tenere d’occhio le visite guidate al Piccolo Teatro Grassi. La fermata più vicina con la stazione metropolitana è Cordusio, raggiungibile attraverso la linea M1 (rossa). Per quanto riguarda il servizio garantito dagli altri mezzi pubblici si rimanda al sito www.atm.it