Via della Moscova Milano, dai locali IN all’agenzia delle entrate

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Moscova Milano
Moscova Milano

Lo diciamo subito. Questo pezzo sarà un po’ differente rispetto ai soliti sulla storia di Milano e sui luoghi più caratteristici. Difatti, dedicheremo poco spazio a come Via della Moscova è diventata oggi, ma ci focalizzeremo prevalentemente al passato, alle origini. Perché è certamente la parte più interessante. Soprattutto le origini del nome meritano di essere conosciute, derivanti dall’epoca napoleonica. 

Un tempo Via della Moscova si chiamava Via Santa Teresa, ma Napoleone Bonaparte decise di cambiarle il nome. L’imperatore dei francesi volle celebrare così una sanguinosissima battaglia combattuta nel 1812 dalla Grande Armata contro la Russia, in cui gli italiani diedero piena dimostrazione del loro valore. Il 7 settembre 1812, la Grande Armata, che aveva iniziato gli attacchi al Paese sovietico nel mese di giugno, si scontrò con l’esercito locale. A guidare quest’ultimo il generale Kutusov, nella località di Borodino, non distante dalla capitale Mosca. 

Fu un micidiale scontro al fronte, dove rimasero, in totale, coinvolti più di 250 mila uomini e che costò in termine di vita circa un terzo a entrambi gli schieramenti. Tra feriti, morti, prigionieri e dispersi il resoconto finale presentava numeri terribili. Su cosa spinse Napoleone a impegnarsi in un simile conflitto circolano parecchie versioni. Probabilmente cercava di distruggere i russi e di compiere, quindi, il suo ingresso nella vicina Mosca. Prima dell’arrivo dell’autunno e del temuto inverno russo intendeva chiudere la pratica. In tal caso, il piano gli riuscì solamente in parte, perché la Grande Armata riportò gravi danni. 

Moscova Milano: un po’ di storia

 

E ora, dopo esserci soffermati sull’origine del nome, andiamo a vedere com’era effettivamente Moscova in antichità. Si trattava di un’area prevalentemente agricola, trovandosi fuori dalle mura medievale. Nel momento in cui la città si espanse al punto da imporre una nuova cinta muraria difensiva, ovviamente si ritrovò all’interno dell’area protetta, modificando destinazione con il passare del tempo. Al posto di un cimitero sorsero i conventi con chiesa barocca dei Santi e Giuseppe. Oggi rispettivamente sede della Mediateca e il più vasto convento dei carmelitani scalzi, furono lungamente utilizzati dopo le soppressioni, come magazzini e industria manifatturiera tabacchi. 

 

Moscova: la Chiesa di San Carlo

 

Le indagini condotte dalle squadre di archeologi incaricate hanno riportato alla luce i resti della chiesa di San Carlo e dell’annesso monastero. Secondo quanto attestano delle prove documentali, entrambe le costruzioni appartenevano sempre ai carmelitani scalzi. Le fonti storiche ci informano che si stabilirono nel gennaio 1614 nella zona, grazie all’intermediazione del cardinale Federico Borromeo. Dopodiché nel settembre dell’anno seguente, fu posata la prima pietra della chiesa di San Carlo. A confermarlo una lapide in marmo reimpiegata nelle murature nella fase industriale del complesso. 

 

La struttura

 

Lo scavo rilevò poi nell’area sottostante l’abside e il transetto ovest della chiesa alcune tracce di attività fusoria e lavorazione dei metalli. In particolare, furono riportati alla luce un largo forno per il trattamento dei materiali e scarichi di scorie della lavorazione del rame e del ferro. Analisi metallografiche hanno dato modo di stabilire che all’interno della struttura fusoria si recuperavano i residui del trattamento dell’argento. 

L’impianto di un opificio metallurgico, per l’epoca tecnologicamente avanzato, andava collegato alla nuova zecca. Il fabbricato era ubicato a Porta Nuova, presso la casa del Cavalchina, con ingresso da via della Moscova. Dunque, il forno era parte integrante del nuovo laboratorio, ma nel 1801 il governo francese lo nazionalizzò e lo riunì alla zecca. Nel 1802 il complesso subì trasformazioni ulteriori con l’edificazione dell’area della reggia Manifattura Tabacchi, per la produzione di tabacco da sigari, pipa e infine sigarette.   

 

Via della Moscova: com’è oggi

 

In epoca contemporanea, Via della Moscova la si raggiunge per vari motivi. Qui innanzitutto sorge la sede dell’agenzia delle entrate regionale. Tuttavia, non è l’unico motivo di interesse. Al contrario, ci sono pure i locali, adatti a ogni gusto. Dal ristorante di lusso all’osteria casereccia, dagli alternativi agli amanti della moda. Su Via della Moscova è situata anche la Chiesa di Sant’Angelo e l’annesso Convento francescano dei Frati Minori. Dalla facciata semplice, la chiesa sul sagrato accoglie una fontana ottagonale di acqua solforosa, conosciuta dai meneghini con il nome di “acqua marcia”. 

 

Moscova di Milano: Mediateca Santa Teresa

 

Infine, nella chiesa sconsacrata di Santa Teresa trova sede la Mediateca Santa Teresa: un luogo di formazione e informazione all’avanguardia. Rivolto a un pubblico esigente che intende poter beneficiare, oltre fonti cartacee, anche di fonti documentarie digitali ed elettroniche, fondamentali per stare al passo coi tempi. 

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