Palazzo della Permanente Milano: oggi sede dell’istituzione culturale

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Palazzo della Permanente Milano
Palazzo della Permanente Milano

Il Palazzo della Permanente è un edificio storico sito in via Turati 34 a Milano, costruito nel 1881 e oggi sede della storica istituzione culturale. Si tratta della prima, importante, realizzazione in città dell’Arch. Luca Beltrami, tra i massimi esponenti negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Il fabbricato, inaugurato nel 1886, è uno dei primi esempi del concetto di modernità nel sistema espositivo. Presso lo stesso luogo racchiude sia le sale per la collezione permanente sia quelle per le mostre periodiche. Lo stile adottato riflette la destinazione del complesso: alle linee rinascimenti spetta – secondo un codice condiviso – il compito di rappresentare la vocazione civile dell’architettura in forma sensibile.

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Affacciato su via Turati – all’epoca via Principe Umberto – la profonda loggia ad archi del piano superiore costituisce uno spazio musicale inedito, in grado di ospitare delle sculture all’aperto. I preziosi pavimenti in mosaico veneziano delle sale e il soffitto ligneo della loggia incarnano l’importante funzione educativa a cui il Palazzo Permanente doveva assolvere.

Alla data dell’inaugurazione il pianterreno prevede due sale attorno all’atrio d’ingresso, un cortile aperti e altri due saloni illuminati da lucernari, accessibili mediante una galleria centrale; verso il fondo dell’isolato, una galleria è riservata alla scultura, aperta su un piccolo giardino. Affiancate da due sale minori per l’esposizione dei piccoli oggetti, la loggia e il grande salone per le conferenze si trovano al piano superiore, raggiungibile da due scale in marmo. 

Purtroppo i terribili bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale spazzano via quasi totalmente i meravigliosi lavori compiuti dal Beltrami. Cessate le armi, della vecchia struttura rimane unicamente l’elegante facciata, in pietra rossa di Verona, verso via Turati, tripartita a pilastri sormontata da una loggia a tre arcate e colonne. Ancora oggi la facciata è protetta come monumento nazionale.

I fratelli Castiglioni hanno il merito di riconsegnare la storica istituzione meneghina alla cittadinanza, attraverso una ristrutturazione ispirata a principi di razionalità ed efficienza. Il piano dei Castiglioni si integra al corpo di fabbrica del Beltrami e rivalorizza gli interni.

A questo si sovrappone una torre ad uffici di 53 metri di altezza, caratterizzata da un linguaggio sobrio ed essenziale; le sequenze verticali delle aperture e delle pareti di tamponamento trasmettono un senso di slancio e, contemporaneamente, di moderato equilibrio. 

Accessibile dall’ingresso più a destra in facciata, l’atrio della torre viene impreziosito con materiali nobili: il mosaico multicolore con ricercate geometrie curvilinee per i pavimenti, le grandi lastre di marmo per il rivestimento delle pareti verticali; infine, i neon, posti in un incavo a livello dello zoccolo e della parte superiore del rivestimento, dispensano un effetto luminoso che pare staccare le stesse pareti dal soffitto e dal suolo.

Le sale espositive vengono ampliate aggiungendo, alla conservazione di alcuni spazi preesistenti, un nuovo sistema con l’inserimento di pareti nobili; collocato in orizzontale nei muri perimetrali delle sale, un alloggiamento contiene una serie di tiranti metallici che sostengono i pannelli o direttamente le opere d’arte esposte.

Le superfici in vetrocemento della copertura a soffitto permettono ai grandi lucernari di diffondere una luca soffusa, mentre gli apparecchi illuminanti e le bocchette per il cambio dell’aria sono incassati nelle controsoffittature. 

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Sviluppate a tutta altezza tra il marcapiano superiore e quello inferiore, le finestre sono composte da due parti apribili a saliscendi e un telaio fisso. La struttura modulare fa sì che il Palazzo della Permanente venga percepito come un’architettura potenzialmente espandibile. La preziosità delle pavimenti e delle finiture – vengono adoperati il travertino, la palladiana, il mosaico e il linoleum – fa da contrappunto all’impiego di tecnologie inedite quali la posta pneumatica e i pannelli radianti.

Oggi l’intervento effettuato negli Anni ‘50 rispetta in modo piuttosto fedele l’originale configurazione: degli adeguamenti funzionali hanno condotto i progettisti a oscurare tutti i lucernari delle sale, a favore di una illuminazione esclusivamente artificiale, e a sostituire i pannelli espositivi originali, in legno rivestito di tela. 

 

Le mostre

Nel 1953, in occasione della riapertura al pubblico, i fratelli Castiglioni curano la mostra inaugurale, intitolata La donna nell’arte. A oltre quarant’anni di distanza, nel 1999, Achille Castiglioni organizza, al primo piano del palazzo, la mostra Il Museo del ‘900, con opere di grande valore temporaneamente trasferite negli spazi della permanente nel corso del restauro di Palazzo Reale.

La Permanente mira a promuovere e diffondere la cultura, in collaborazione con Musei, Enti ed Istituzioni nazionali ed estere. Inoltre, la Società vanta una collezione d’arte comprensiva di trecento opere tra dipinti e sculture e circa cento disegni e incisiti, formati con acquisizioni e generose donazioni.

Tra gli artisti celebrati nomi illustri quali Birolli, Bucci, Carpi, Carrà, Casorati, Cassinari, Chigine, Chini, Crippa, De Grada, Fontana, Gola, Marussig, Melotti, Milani, Morlotti, Palladino, Rosai, Sassu, Scanavino, Scheggi, Schifano, Tadini, Turcato, Veronesi. Per le informazioni sulle visite si rimanda al sito www.lapermanente.it.