Palazzo Bagatti Valsecchi: una dimora nel quartiere Monte Napoleone

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Palazzo Bagatti Valsecchi MIlano
Palazzo Bagatti Valsecchi MIlano

Palazzo Bagatti Valsecchi è una dimora storica sita al centro di Milano, nel cuore del quartiere Monte Napoleone. Sede dell’omonimo museo, la costituzione è il frutto del lavoro dei nobili fratelli milanesi Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.

La stretta coerenza tra casa e collezioni, tra stanze e opere d’arte in essa contenute, costituisce la colonna portante di un progetto ambizioso, giunto dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri. 

 

La storia del Palazzo Bagatti Valsecchi

Tutto inizia nel 1745, quando Pietro Bagatti Valsecchi acquista una casa in via Santo Spirito con tipico schema a corte. In seguito aggiunge, tra il 1833 e il 1836, due piccole case d’affitto, confinanti con il giardino della dimora.

Nel 1840 è illustrato alla Commissione d’Ornato un progetto di completa ristrutturazione e rifusione. L’edificio ricalca le forme del pieno Cinquecento lombardo, in perfetta armonia con gli interni, arredati con oggetti d’arte rinascimentale. 

 

A tale scopo, partono nel 1875 i primi rilevanti lavori edili per il rifacimento e l’ampliamento della dimora di famiglia nel cuore di Milano, con la costruzione di un nuovo fronte su via Santo Spirito e del retrostante appartamento e la ristrutturazione del corpo interposto tra i due cortili. 

 

La collezione di dipinti ed oggetti d’arte

In parallelo, i fratelli avvio inizio alla collezione di dipinti e oggetti d’arte quattro-cinquecenteschi con l’obiettivo di implementarli nella loro abitazione in modo da creare una dimora ispirata ai complessi diffusi nel XVI secolo lombardo.

In stretta osservanza neorinascimentale declinano i principi chiave della cultura storicista dell’epoca; ciò che presto assurge a modello per le residenze dell’alta società milanese. 

 

interni Palazzo Museo Bagatti Valsecchi
interni Palazzo Museo Bagatti Valsecchi

 

 

I due porticati simmetrici

Il fronte verso via Gesù è a tre piani e presenta due portali simmetrici rispetto all’asse, di cui uno murato. Bugne di ceppo rivestono il piano terra, mentre una balconata con parapetto a girali in ferro battuto, in parte antico, distingue il primo piano.

In un portico a tre campate, con colonne architravate doriche, si apre l’androne, attorno a un cortile praticamente dalla forma quadrata. Da dove si apre un altro cortile da cui, attraverso un androne e un altro portico, si accede alla via Santo Spirito dalla lunga facciata (quasi 40 metri) divisa in tre distinti corpi. 

 

I due cortili sono impreziositi da una terracotta lombarda quattrocentesca, da uno stemma a bassorilievo del Cinquecento della Fabbrica del Duomo e da un bassorilievo marmoreo, tutti di motivo religioso. 

 

Nel 1877 viene ultimata la facciata su via Gesù, mentre sei anni dopo viene perfezionata quella su via S. Spirito. Operazioni portate avanti negli anni successivi in continui perfezionamenti degli interni. Il prodotto è un insieme assolutamente armonioso, in cui i preziosi oggetti d’arte, le decorazioni fisse e l’edificio nella sua interezza contribuiscono in egual modo alla fedeltà dell’ambientazione rinascimentale tuttora essenziale.

 

L’agosto del 1043

Purtroppo i bombardamenti nell’agosto del 1943 infliggono danni al Palazzo Bagatti Valsecchi e si procede all’ennesima ristrutturazione. Comunque dopo la morte di Fausto e Giuseppe, la casa continua a essere occupata dagli eredi sino al 1974. In quell’anno viene istituita la Fondazione Bagatti Valsecchi – ONLUS, ente di diritto privato voluto dai familiari per rendere fruibile il patrimonio d’arte raccolto dagli avi. 

 

Il Rinascimento prende corpo nelle stanze della casa non solo attraverso l’allestimento di gallerie quattro-cinquecentesche, ma pure mediante una meticolosa e capillare sintonizzazione stilistica, di cui ogni ambiente è soggetto nei suoi più minuziosi dettagli.

Nell’arredamento fisso sono inseriti frammenti d’epoca quali soffitti lignei, fregi parietali, camini ed elementi decorativi; con la pratica del rifacimento in stile si sono invece sanate eventuali lacune, grazie all’opera di abili maestri artigiani. 

 

Le esigenze contemporanee di comfort domestico (lavandino ad acqua corrente, doccia, ecc.) sono soddisfatte senza contaminare l’unità stilistica degli ambienti, in un insieme armonico. La predilezione verso il Rinascimento rispondeva al programma culturale varato all’indomani dell’Unità d’Italia dalla monarchia sabauda. Un’epoca ritenuta di ispirazione per la messa in atto di un’arte fin lì mai vista, requisito fondamentale nella creazione di una coscienza nazionale. 

 

Oggi patrimonio della Regione Lombardia

Nel 1975 il Palazzo Bagatti Valsecchi confluisce nel patrimonio della Regione Lombardia, dietro una condizione: gli allestimenti storici sarebbero dovuti essere conservati nella loro integrità così da preservare il legame indissolubile tra “contenitore” e “contenuto”, tratto peculiare delle vicende familiari. 

 

Nel 1994 apre al pubblico il Museo Bagatti Valsecchi. Nel 2008 giunge al termine il restauro della struttura comprensiva di allestimento musicale, l’adeguamento tecnologico e consolidamento strutturale, interessando una superficie di 4.500 metri quadri.

Gli interventi hanno riportato allo stato migliore le strutture orizzontali e verticali, le facciate, i pavimenti lignei, le coperture, gli stucchi e gli apparati decorativi, oltre a prevedere il montaggio dell’impianto di climatizzazione del Museo.

Per gli orari di apertura, i servizi pubblici disponibili e tutte le altre informazioni consultare il sito www.museobagattivalsecchi.org.