Parco Monluè: tra il fiume Lambro e la tangenziale est

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Parco Monluè Milano
Parco Monluè Milano

Parco Monluè Milano: grazie alla sua vegetazione, tra l’ex monastero e i vecchi mulini, il Parco Monluè è una meta consigliata per gite fuori porta. Meno noto rispetto ad altri siti in città, quest’area verde di Milano sa comunque riservare tante soddisfazioni, purché gliene se ne dia l’opportunità. A renderla curiosa, come detto, la particolare collocazione, tra la parte più contaminata e quella incontaminata di Milano, tra il fiume Lambro e la tangenziale est, nel Municipio 4. 

Il Parco Monluè è caratterizzato da una serie di prati che circondano il borgo rurale di Monlué, boschetti e lunghi filari di pioppi cipressini, presenti a propria volta sull’argine sopraelevato del Lambro, in sponda destra. Dovendolo proprio cercare, un neo è probabilmente il senso di isolamento. Oltre la riva sinistra del Lambro, c’è unicamente il viale dell’Aviazione, il quale corre lungo il sedime aeroportuale. Per colmare tale ‘lacuna’, e connettere dunque meglio l’area e il limitrofo Parco Forlanini, sono in programma alcuni interventi.

Parco Monlué Milano

La zona in cui sorge ha una lunga storia alle spalle. Più di mille anni fa la chiamavano Monte dei lupi; in seguito divenne Mont di Loff nel dialetto locale, per poi trasformarsi in Mont Lovee e infine Monlué. Se oggi non ci sono più lupi, un tempo ce n’erano eccome! Nel 1267 gli Umiliati di Santa Maria di Brera fondarono il complesso rurale. Una cascina con i rustici agricoli e gli edifici monastici, circondati da arativi e prati irrigui permanenti. Con lo scioglimento dell’ordine da parte di San Carlo Borromeo nel 1571 il borgo andò incontro a vari passaggi di proprietà, fino a confluire, agli inizi del Novecento, nel patrimonio del Pio Albergo Trivulzio.

Da quanto si racconta, fino a 40 anni fa, il borgo sembrava fosse davvero un incanto. Per cause di forza maggiore (leggi: la realizzazione della tangenziale), l’affascinante luogo perse parte del proprio fascino. Chiuso tra il fiume, l’aeroporto e la tangenziale, la sua caratteristica principale di borgo venne improvvisamente a mancare. A causa del suo isolamento, il borgo si è spopolato prima e con i danni inflitti dalla Seconda Guerra Mondiale, nonché i già richiamati lavori di costruzione della tangenziale est, aperta al traffico nel 1971, subì la mazzata finale. Del vecchio popolamento v’è traccia verso la zona sud del Parco Monluè: l’imponente edificio scolastico, ben visibile per via delle sue estese dimensioni. 

Grangia Monluè

I visitatori noteranno come, oltre al parco, è presente una vasta cascina, battezzata Grangia Monlué, oggi completamente in disuso. Ma fino a qualche tempo fa costituiva un raro esempio di grangia lombarda. Se non avete mai finora sentito il termine “grangia” sappiate che avete tutta la nostra comprensione. 

In effetti, è strana, anche se una volta scoperto il significato avrete le idee sicuramente chiare. Si tratta di una parola derivante dal francese (da granche) e in origine voleva dire granaio. Poi, con il passare del tempo e l’evoluzione della lingua, venne a indicare una struttura per la conservazione delle sementi e del grano. Infine, nel gergo comune, costituisce ora una grande azienda agricola prevalentemente a carattere monastico.

Chiesa di San Lorenzo

A Parco Monluè ci stavano i monaci, i Certosini, e la splendida Chiesa di San Lorenzo del borgo ne è la testimonianza. Individuarla è semplice. Rivestita tutto intorno da mattoni rossi, salterà subito agli occhi la zona del convento. Ve lo anticipiamo, cosicché evitiate di rimanerci male: la struttura è praticamente semi-abbandonata e chiusa, ma ci sarà comunque modo di osservare la grande corte, i vecchi mulini e i resti dell’attività agricola. 

Flora

Tra gli alberi segnaliamo la presenza degli aceri (americano e riccio), i pioppi (cipressino e nero), il platano comune, il tiglio selvatico e il salice bianco. Riguardo, invece, alle attrezzature vi sono due campi da calcio. 

Progetto di riqualificazione dell’area Monlué 

Nel 2016 un gruppo di associazioni no profit, sostenute dal Comune di Milano, ha presentato un nuovo progetto di riqualificazione dell’area. L’obiettivo è di restaurare la cascina Monluè e conferirgli una nuova identità come Corte del Bene Comune; un polo aggregativo condiviso dalle diverse realtà culturali, sociali e religiose che già gravitavano attorno all’antico borgo. Sull’omonimo portale web (www.cascinamonlue.it) sono disponibili tante informazioni in più. Crediamo sia affascinante la visione del futuro.

Vogliamo rivitalizzare l’antico borgo di Monluè, restituendo al territorio un luogo storico e rendendolo nuovamente occasione di incontro, svago, accoglienza, emancipazione e cultura per tutta la comunità milanese – si legge -. La proposta è quella di un nuovo concetto di abitare, un modello innovativo di housing e di emancipazione sociale per persone fragili, un’esperienza virtuosa di inclusione sociale e co-housing tra persone che vivono differenti situazioni di difficoltà”