Lorenteggio Milano, la tipica ambivalenza della periferia

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Lorenteggio
Lorenteggio

Sito a sud-ovest rispetto al centro di Milano, il quartiere Lorenteggio, appartenente al Municipio 6, presenta la tipica ambivalenza della periferia. Pur trovandosi in prossimità a zone più “Vip” come Porta Genova e i Navigli, le case hanno costi più accessibili, ciononostante è un ottimo posto dove abitare, ben coperto dai servizi e collegato con il centro e l’hinterland. Prossimamente transiterà pure qui la Metro Blu, ancora in fase di costruzione. 

Lorenteggio: in balia dei dominatori stranieri

L’area dove oggi sorge apparteneva in antichità al Comune di Lorenteggio (già Laurentiglio). Il nome deriva da “laurus”, lauro, termine latino tardomedievale di origine botanica comune anche ad altri quartieri quali Nosedo o Rogoredo. All’esterno delle mura spagnole, che delimitavano i confini della città, era parte integrante del grande agglomerato che lo circondava. Confinava con Sellanuova a nord, Ronchetto a sud, Cesano Boscone e Corsico a ovest, i Corpi Santi a est

Nel XVIII secolo aumentò la propria estensione e nel 1751 il Comune arrivò a contare 110 anime. Quando, sei anni dopo, Maria Teresa d’Austria dispose un censimento sulle terre dominate, il Comune di Lorenteggio presentava quattro località. Per ragioni di dazio, Napoleone Bonaparte decise di annetterlo a Milano nel 1808. Con la risalita al potere degli Asburgo nel 1841 divenne una frazione del Comune di Corsico.

I complessi rurali della borgata agricola

La borgata agricola comprendeva fino alla metà del XX secolo parecchi complessi rurali, tra cui: 

  • le dimore Villa Restocco e Palazzo Durini Borasio (meglio conosciuto come il Palazzo del Lorenteggio;
  • le cascine Robarello, Castena, Arzaga, San Protaso, Corba, Travaglia e Filipona

Dei vari edifici menzionati, aventi pure notevole valore artistico, è sopravvissuta all’urbanizzazione solo la Cascina Corba, ora trasformata in ristorante.  

Palazzo del Lorenteggio

Il Palazzo del Lorenteggio sorse in fondo all’attuale via Lorenteggio 251 sulle fondamenta di un fortino cinquecentesco dopo il 1670, data in cui la famiglia Durini entrò in possesso di un fondo già appartenuto ai Corio. Fin dall’epoca viscontea occupava la località di Laurentiglio, ed era collocato in una zona leggermente rialzata, tanto che fino al XVI secolo costituiva una specie di fortino. Nel 1972 lo scrittore Santino Langè descrisse così:

Un viale di accesso con cancellate successive introduce ad un giardino cintato, sul fondo del quale, in asse con i due ingressi, si presenta la robusta costruzione. Il corpo principale, a due piani, con pianta ad U ed ali molto ravvicinate, ha tutti gli angoli fortemente smussati; tutte le facciate sono in mattoni a vista […] Le due ali proseguono ancora in parte più basse (in quella verso il portico vi è la cappella pure restaurata) fino ad incastrarsi in un nuovo edificio industriale che ha distrutto tutta la lunga corte rustica, della quale evidentemente la villa padronale costituiva lo sfondo prospettico Ampi gli interni coperti da volte a velette e a crociera nel piano inferiore e a cassettoni nel piano superiore”.

Progressivamente Lorenteggio finì inglobato e assorbito dall’espansione edilizia cittadina, tanto che nel 1923 il Governo lo staccò da Corsico e, riesumando il provvedimento napoleonico, lo unì a Milano. Nei primi decenni del XX secolo partirono i lavori per costruire la stazione di San Crisoforo e la ferrovia, che costeggia il naviglio Grande. Nello stesso periodo la zona divenne pure sede di diversi stabilimenti produttivi, quale la Osram. 

Accenni di urbanizzazione

La prima urbanizzazione risale invece alla fine degli Anni 30. Il gruppo di case popolari, denominato Lorenteggio, fu costruito nel quadrilatero composto da via Inganni, via Odazio, via Giambellino, via Lorenteggio e venne ultimato nel 1944. 

Nei ruggenti anni Sessanta, come in tutta la città, il quartiere intraprese un rapido processo di sviluppo edilizio. I lavori ne segneranno l’aspetto definitivamente e forniranno nuovi complessi abitativi per rispondere all’esigenza provocata dalla massiccia immigrazione dal Mezzogiorno di allora. 

L’attitudine al continuo rinnovamento è arrivata fino ai giorni nostri, al punto che capita frequentemente di vedere molteplici cambiamenti, in particolare di recupero degli spazi ex-industriali, dove sono prevalentemente in programma interventi edilizi di tipo residenziale. 

Oratorio di San Protaso

Nello spartitraffico della trafficatissima via Lorenteggio è presente una costruzione di stampo religioso davvero antica: l’oratorio di San Protaso. Probabilmente edificato dai Monaci Benedettini di San Vittore al Corpo nell’XI secolo, per dare ai contadini del borgo un luogo di preghiera. Documenti ufficiali che ne attestino l’origine non ne sono però mai stati rinvenuti. 

Di stile romanico-lombardo, con soffitto a cassettoni e tetto a capanna, il complesso è dedicato al vescovo e martire San Protaso, sepolto nella medesima Basilica. Ha resistito a numerosi tentativi di abbattimento in mille anni ed è perciò ritenuto un baluardo della storia del quartiere

Negli Anni 80 è finito oggetto di operazioni di restauro, sia esterno sia interno, in cui sono presenti affreschi di diverse epoche, dal medioevo al barocco. Il Comune di Milano, che ne è il proprietario, lo apre in rare occasioni per concerti o per le feste di via, caratterizzate da visite guidate volte a raccontarne la storia.