Via Melchiorre Gioia Milano, tra riqualificazione e grattacieli

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Via Melchiorre Gioia Milano
Via Melchiorre Gioia Milano

Legata a doppio filo con la storia del Centro Direzionale di Milano, la Via Melchiorre Gioia era un tempo costeggiata dal Naviglio della Martesana; un canale artificiale la cui realizzazione cominciò verso la metà del XV secolo per volere degli Sforza. Nei suoi 38 km circa di lunghezza, il corso assolve ad una importante funzione: portare le acque dell’Adda, a partire da Concesa (frazione di Trezzo sull’Adda) alla Cerchia dei Bastioni. 

 

Durante gli Anni 60 il naviglio fu interrato, nell’ambito di un progetto di più ampia portata. Ancora oggi passa quasi totalmente all’aperto, tolto il tratto finale, in cui, incontrando via Melchiorre, è interrato. Anche nei giorni nostri è possibile notare alcune conseguenze della conformazioni originaria. Per esempio, l’area degli edifici Salesiani ha il muro posteriore su Via Melchiorre Gioia Milano e l’ingresso su via Copernico. 

 

Via Melchiorre Gioia Milano: la stretta correlazione con il Centro Direzionale

 

Finora non siamo entrati nel merito della stretta correlazione tra Via Melchiorre Gioia Milano e il Centro Direzionale. Gli inizi risalgono agli Anni Sessanta quando venne costruita la Torre Servizi Tecnici Comunali. Ad oggi, il legame sussiste con la via Garibaldi-Repubblica diventata fondamentale arteria di snodo del traffico, connessa dalla Via del Nord con la Stazione di Porta Garibaldi e Via Don Luigi Sturzo.  

Il Palazzo INPS e il Palazzo Lombardia svettano sopra Melchiorre Via Gioia. Perpendicolarmente la incrocia il Viale della Liberazione, che affianca l’area del Progetto Porta NuovaVaresina fino a estendersi a Piazza della Repubblica. Nelle strette vicinanze si trova pure la Torre Galfa. 

 

Palazzo Lombardia: sede della Regione

 

Con Palazzo Lombardia si intende un agglomerato di edifici, comprensivo di un grattacielo alto oltre 150 metri ospitante la Giunta regionale; mentre il Consiglio regionale ha sede nel Grattacielo Pirelli. Gli ambienti ospitano un’ampia e varia collezione di opere d’arte contemporanea. Il complesso è risultato vincitore di un concorso internazionale indetto dalla Regione Lombardia, in cui si aggiudicarono la gara il gruppo composto da Ieoh Ming Pei e Henry Cobb nonché Caputo Partnership e Sistema Duemila. 

 

Bosco Gioia: la storia del vivaio, l’affermazione della malavita la burrascosa fine 

 

L’area designata era in passato presidiata dal Bosco Gioia, vivaio sorto su alcuni terreni lasciati dalla contessa Giuditta Sommaruga all’Ospedale Maggiore. La nobile decise di lasciarli insieme all’annessa abitazione in Via Melchiorre Gioia alla propria morte. Un atto di generosità spinto dal desiderio di perpetuare la memoria della madre Emilia Longone, destinando le proprietà a scopi ospitalieri o che comunque lenissero le sofferenze dell’umanità. 

 

Successivamente alla divisione dell’Ospedale Maggiore nei due enti ospedalieri Policlinico e Niguarda, quest’ultima si approvvigionò del terreno, prima di venderlo, previa autorizzazione definitiva della Giunta Regionale. All’inizio del XXI secolo il vivaio finì sfrattato: da allora le specie arboree continuarono a crescere spontaneamente e indisturbate, mentre la zona fu dominato dalla malavita. La chiusura divenne inevitabile, ciononostante si verificarono dei moti di protesta, raccontati, in chiave ironica, da Elio e Le Storie Tese nel singolo “Parco Sempione”. 

 

Lavori in corso

 

Con una nota, l’amministrazione comunale ha annunciato il 14 giugno 2020 l’apertura del cantiere per la ristrutturazione di Via Melchiorre Gioia. Le travi in calcestruzzo armato della tombinature del Naviglio Martesana saranno risanate e rinforzate. Inoltre, saranno sostituiti i chiusini. L’intervento è rilevante perché rientra nel piano varato con l’obiettivo di riqualificare e mantenere in buono stato il percorso delle acque del Seveso sotto la città.  

“Ci interessa rafforzare e consolidare il sistema idrico milanese che con le frequenti piogge sempre più torrenziali e le conseguenti esondazioni è messo sotto pressione in particolare dal fiume Seveso – dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici -. Negli anni scorsi siamo intervenuti in alcuni tratti del percorso che da via Valfurva giunge fino all’incrocio tra via Chiarissimi e Melchiorre Gioia. Dalla scorsa estate è partito un intervento di manutenzione e consolidamento del cavo Redefossi che riceve le acque del Seveso dai Bastioni di Porta Nuova fino a Rogoredo. Sono in corso i cantieri nel tratto tra piazza Cinque Giornate e piazza Medaglie d’Oro e questa estate partiranno, sempre sul Redefossi, i lavori nel tratto tra piazza Oberdan e piazza Cinque Giornate. Milano vuole rafforzare il suo sistema idrico e dare più sicurezza ai cittadini con importanti interventi e investimenti”.