Palazzo Belgioioso Milano, espressione dell’architettura Milanese

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Palazzo Belgioioso d'Este Milano
Palazzo Belgioioso d'Este Milano

Palazzo Belgioioso (o Belgiojoso) è un’opera di Giuseppe Piermarini, iniziata a Milano nel 1772 e terminata nel 1787, per il principe Alberto XII di Belgioioso d’Este.

Viene considerato come una delle migliori espressioni dell’architettura milanese. Giuseppe Piermarini, autore, tra le altre cose, del progetto del Teatro alla Scala, era allora responsabile della riconversione urbanistica della città.

Per questa opera si ispirò alla Reggia di Caserta di Luigi Vanvitelli, in versione rielaborata e più semplice.  Esattamente di fronte è situato Palazzo Besana, costruito nel 1985 per opera dell’architetto Giovanni Battista Piuri su commissione di Ludovico Belgioioso, mentre in fondo alla piazza si staglia nientemeno che Casa Manzoni. 

Alessandro Manzoni

L’abitazione, rosso terracotta, accolse per oltre sei decenni Alessandro Manzoni, tra i più importanti e influenti scrittori della letteratura italiana, che morì qui. Un ambiente dominato dalla semplicità (da quello chiamato oggi minimalismo), ma dove in alcune dettagli spicca la signorilità.

In tale contesto Manzoni trovava tutto quanto gli servisse per dare pieno sfogo al suo estro, alle sue straordinarie capacità narrative: comodi spazi, un giardino nascosto ampio che alimentava la fantasia, la vicinanza dei parenti e degli amici più stretti, ricompensata dal distacco della casa paterna, legata ai ricordi dell’infanzia e della gioventù.

Attualmente è sede del Museo Manzoni, in cui sono stati ricostruiti alcuni degli ambienti in cui il romanziere si muoveva, dallo studio alla camera da letto. 

Basta varcare l’uscio e immediatamente emergono sensazioni forti. Uno dei luoghi in cui tutto si è fermato: pare di poter ancora respirare l’aria romantica, specchio della personalità del suo arcinoto padrone di casa. Ma anche l’atmosfera vivace e accogliente degli ospiti illustri di Manzoni, in continua crescita dopo il successo de I Promessi Sposi, un capolavoro senza tempo, studiato nelle scuole italiane e del mondo. Ma non è tutto. Difatti, qua e là è possibile scorgere le tracce momenti più complicati, dalla morte della moglie a quella della figlia. 

Interni del Palazzo Belgioioso di Milano
Interni del Palazzo Belgioioso di Milano

 

 

La magica atmosfera del Palazzo Belgioioso di Milano

Visitare la casa di Alessandro Manzoni non permette esclusivamente di avere uno spaccato fedele dello stile di vita Ottocentesco, è un entrare silenzioso nell’esistenza di uno dei più illustri romanzieri di ogni tempo. Accompagnati da guide, sarà possibile rievocare i suoi studi, i suoi successi letterari, poetici e teatrali, le sue insicurezze, i suoi fallimenti, le sue singolari nevrosi fino al celeberrimo incidente sul sagrato della Chiesa di San Fedele che nel giro di poco lo condurrà al decesso. A seguito dell’imponente restauro accaduto in occasione di Expo 2015, Casa Manzoni riapre al pubblico restaurata e valorizzata, dando modo ai visitatori di scoprire, ascoltando le parole del magnifico scrittore, una delle personalità letterarie più moderne e affascinanti d’Italia. 

Per quanto riguarda Palazzo Belgioioso, è da segnalare all’interno il Boeucc, il più antico ristorante di Milano, la cui storia comincia nel lontano 1696. Quando nel 1848 il Boeucc, complice l’oste-patriota, era solamente una bottega di vini, le Cinque Giornate di Milano partirono pure da qui, infatti ospitavano i carbonari che pianificavano la riscossa contro Radetzky. Con le Cinque Giornate di Milano si fa riferimento alla rivolta armata avvenuta tra il 18 e il 22 marzo che condusse alla temporanea liberazione della città dalla dominazione austriaca. 

Quanto raccontato è giusto uno dei tanti episodi legati alla lunga e fortunata storia del locale, che, dopo la conversione in ristorante, ospitò personaggi di notevole levatura. In oltre tre secoli, il Boeucc ha regalato il piacere della tavola a uno straordinario numero di artisti del libro come Gaetano Donizetti, Carlo Porta, Felice Cavallotti, Amatore Sciesa, Giuseppe Verdi. Prima di approdare alle serate baguttuiane, vi sedevano inoltre Cesare Vellani Marchi, Riccardo Bacchelli e Adolfo Franci. Innumerevoli gli aneddoti. Ad esempio Arturo Toscani era così assiduo cliente da dare al cuoco una ricetta personale a base di cozze affinché la preparasse ogni volta che veniva a Milano: il suo “antipastino del pescatore” è tutt’oggi un classico del Menù. 

 

Palazzo Belgioioso ed il legame con l’Inter

Negli anni Trenta, la squadra dell’Inter al gran completo era di casa, come poi lo fu lo scrittore Guido Piovene, che abitava proprio a Palazzo Belgioioso. E ancora Eduardo De Filippi lasciò detto che i migliori spaghetti basilico e pomodoro, al di fuori di Napoli, glieli servivano al Boeucc. In incognito, poi, sono passati di qui pianisti eccezionali come Bernstein, Sawallish, Horowitz e, stando alla leggenda, il maestro Maazel, che, rapito da un dessert, quasi dimenticò il suo concerto alla Scala, rischiando di arrivare con notevole ritardo!  

Il menù coniuga tradizione e gusto per l’eccellente pescato fresco. Immancabili, poi, i tradizionali nervetti, la frittura di cervella, l’ossobuco con risotto alla milanese; senza dimenticare l’atmosfera, raffinata e straordinaria, presente nei vari ambienti, a cominciare dalla grande sala delle colonne con soffitti a volta, che riporta alla memoria i fasti di Palazzo Belgioioso. L’edificio non è oggi visitabile, a parte in rare occasioni.