Palazzo Dugnani Milano uno splendido palazzo in sile rococò

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Palazzo Dugnani Milano

Il Palazzo Dugnani si trova in via Manin 2 ed è uno storico palazzo di Milano risalente al Seicento, restaurato durante il XVIII secolo in stile rococò. Delle prime testimonianze sono contenute nel messaggio indirizzato il 14 aprile 1731 dal Tiepolo al conte Giuseppe Casati. Il pittore e incisore italiano, scrivendo da Venezia, spiegò di non poterne avviare gli affreschi “se prima non è terminato in casa Archinto, ove mi corre il mio primo impegno […] e con tutto questo spero di servirla avanti il termine della stagione”

Rispetto a Carlo Archinto il secondo committente milanese dell’artista, Giuseppe Casati, arricchitosi con il commercio, gli affari e l’appalto delle regalie, era stato nominato conte nel 1728 e investito del feudo di Spino d’Adda due anni più tardi. Per affermare e consolidare il prestigio della sua recente nobiltà, intraprese il rinnovamento della “casa da nobile” acquistata il 21 agosto 1730, cui si dedicò durante il quarto decennio del Settecento, assoldando allo scopo una nutrita squadra di valenti pittori (il Bortoloni, il Cucchi, il Magatti, Ferdinando Porta), capeggiata da Giambattista Tiepolo. 

Palazzo Dugnani la decorazione del Salone Maggiore

Al maestro veneziano fu affidata la decorazione del salone maggiore, il cui programma iconografico sottolinea in maniera chiara l’esigenza celebrativa del conte Casati, caratterizzato sulla volta dalle raffigurazioni dell’Apoteosi di Scipione e lungo le pareti dalle Storie di Scipione (Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa, La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface). Dipinse inoltre Le quattro virtù cardinali in corrispondenza delle porte d’accesso e l’Abbondanza e la Potenza nelle nicchie. 

I due cicli di Palazzo Archinto e Palazzo Casati rappresentano il primo importante contributo apportato dal Tiepolo lontano dai domini veneziani, e danno il là all’affermazione sulla scena europea. In essi egli dà prova di aver conseguito la piena maturità stilistica e, senza scendere a compromessi sotto il piano della solidità compositiva e strutturale della matrice piazzettesca degli esordi, gioca sui colori, individuando un nuovo percorso. Anziché il contrastato luminismo di inizio carriera, aveva abbracciato il brillante cromatismo di Sebastiano Ricci e la luminosità spiegata, coniugata alla innovativa dilatazione prospettiva, derivante dalla riscoperta del Veronese. 

Gli affreschi 

La Luce e la prospettiva costituiranno i suoi punti cardinali nella formazione di uno stile pittorico rapido e luminoso. Così avrà modo di “sfondare” lo spazio di volte e pareti, creando un contesto illusionistico e decorativo davvero efficace e suscettibile di emozioni. Oltre a diverse città italiane, interpellarono Tiepolo anche Madrid e la tedesca Wurzburg.

Tuttavia, gli affreschi del Tiepolo riscontrarono in principio scarsa fortuna: i guai si presentarono già nell’Ottocento, quando il Palazzo Dugnani diventò di proprietà dell’amministrazione comunale. Fu comunque in apertura del Novecento che lo stato di conservazione peggiorò notevolmente. I danni al tetto causarono infiltrazioni d’acqua sulla copertura del salone, mettendo a repentaglio la sicurezza degli affreschi, i quali, nel 1910, vennero strappati in grandi, irregolari riquadri, direttamente incollati sull’intonaco. 

 

La seconda Guerra Mondiale

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sorsero ulteriori problemi: dapprima il bombardamento del 24 ottobre 1942 causa incendio, quindi il peggioramento delle condizioni nel biennio successivo spinse a rimuovere ogni affresco e sistemarlo su rulli appositi affinché fossero messi al riparo al di fuori della città (finirono in Valtellina). Nell’autunno del 1949 gli affreschi, diversamente tagliati (e ridotti da 72 a 53) vennero incollati ciascuno su telai e ricollocati sulla volta. Purtroppo sia l’umidità presente nell’edificio sia la scarsa qualità degli incollaggi provocarono ulteriore degrado al capolavoro. 

In quegli anni Palazzo Dugnani diviene sede della Scuola Superiore Femminile Alessandro Manzoni. Nel 1987 venne inaugurato qui lo Spazio Baj, una permanente collezione di stampe e assemblaggi dell’artista Enrico Baj. Finalmente nel 2001 avvenne un rigoroso e completo restauro della struttura, dopo le opportune analisi di laboratorio. 

I lavori di consolidamento

I lavori di ripristino (pulitura, consolidamento, stuccatura e ritocco) hanno donato al ciclo del Tiepolo una splendida luminosità in linea alla policromia originale, liberando l’opera dai restauri precedenti e dagli strati di sporco. Un’ala con le serre ha accolto fino al 2009 il Museo del Cinema, spostatosi nell’area dismessa dai Monopoli di Stato. Oggi le sale affrescate dal Tiepolo sono a disposizione di eventi civici, culturali e vi sono presenti centri di ricerca come il PIM (Piano Intercomunale Milanese). Per chi intende farvi visita ricorrendo ai mezzi pubblici è attiva la linea della metro M1 (rossa, fermata Turati). Oppure, se si preferisce, è possibile servirsi del tram (per calcolare l’itinerario consultare il sito www.atm.it).