Parchi divertimento, la crisi tocca anche loro: è tragedia

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Parchi divertimento
Parchi divertimento

Parchi divertimento, un altro settore è stato travolto dall’emergenza coronavirus. Tutti costretti a rinunciare alla loro unica stagione.

Parchi divertimento, a rischio l’apertura dopo il periodo di Pasqua 

Parchi divertimento come Leolandia, Mirabilandia, Gardaland Infatti rischiano di non poter aprire durante il corso della stagione 2020. I più grandi parchi divertimento rischiavano fino a qualche giorno fa di rimanere chiusi soltanto durante il periodo delle vacanze di Pasqua, invece probabilmente andrà in fumo tutta la stagione.

E’ infatti impossibile mantenere le misure di contenimento del contagio in luoghi del genere che necessitano o comunque pongono le basi per creare assembramenti. E’ impossibile fare qualunque gioco indossando mascherine o guanti. Così come è impossibile mantenere la distanza di sicurezza.

Tutto questo è assolutamente preoccupante perchè vuol dire che in questo modo andrà in fumo anche un terzo del fatturato dello stivale. I parchi divertimento, in genere regalano allo Stato la bellezza di 420 milioni per una cifra di che si aggira intorno ad 1,5 miliardi di euro.

Gli operatori a rischio licenziamento

Oltretutto a dover rischiare sono anche gli operatori, gli animatori e tutti coloro che lavorano nei vari parchi. Proprio loro infatti saranno licenziati in massa perché bisognerà abbattere i costi per sopravvivere. Solitamente questi parchi di divertimento hanno un personale che impiega circa 25.000 persone, 10.000 sono fissi mentre gli ultimi 15 stagionali.

Nessuno di loro potrà essere messo in cassa integrazione, ecco perché anche se non è tanto nominato Questo è il comparto più colpito dall’emergenza, quello che ha subito il colpo più grave.

La ripresa dopo questo periodo indimenticabile, sarà lunghissima e davvero tanto difficile. Si spera che tutto abbia fine presto in modo da ricominciare da zero, rimboccarsi le maniche e cercare di riprendere in mano la propria vita ormai messa in pausa da troppo tempo. Intanto non resta che attendere il giorno di pasquetta, quando probabilmente il Presidente Conte emetterà il decreto successivo per spiegare quale sarà la seconda fase.