Parco di Baggio Milano, tradizione e profumo di campagna

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Parco di Baggio
Parco di Baggio

Nel terzo fine settimana di ottobre di ogni anno, il Parco di Baggio è il punto centrale dell’omonima sagra, che si ripete dal lontanissimo 1628. Una delle più antiche del milanese, organizzata in collaborazione dal Comune e il Consiglio di Zona, rappresenta un’ottima occasione per l’intero quartiere. Ai bordi della grande metropoli, permette alla zona di ritagliarsi qualche giorno di visibilità. 

Genitori, figli, nonne, nipoti, single, adulti, ragazzi: puntualmente, di anno in anno, le persone del circondario (e non solo) ci fanno un salto. Perché sanno di potervi trovare praticamente di tutto. Dolcetti sfiziosi, souvenir e quant’altro riempiono le bancarelle e i mercatini. Da non tralasciare poi lo spettacolo offerto dai fuochi d’artificio e la marea di attività per i più piccoli!

In una grande città qual è Milano, frenetica, con innumerevoli cose da fare e attrazioni da visitare, la sagra di Baggio fa l’occhiolino alla tradizione. Richiama le antiche usanze e, in generale, ricrea l’atmosfera da paese di campagna o, quantomeno, di provincia. Per decidere chi saremo occorre prima conoscere chi siamo stati: l’eredità di usi, costumi, retaggio culturale. Se la rassegna ha resistito ai secoli è stato proprio per la sua capacità di rimanere sì al passo coi tempi, ma anche di non snaturare mai la propria natura. Un ponte tra passato, presente e futuro!

Parco di Baggio: oltre alla sagra c’è di più

La sagra è probabilmente il motivo di maggiore interesse che accompagna il Parco di Baggio. Ma ce ne sono altrettanti degni di considerazione da scoprire. Innanzitutto questo giardino pubblico, che prende il nome dall’antico borgo di Baggio, di cui occupa il centro, ha subito varie trasformazioni nel corso delle varie epoche. In antichità vi sorgeva una cascina, costruita dopo che il monastero degli Olivetani si erano insediato a Baggio nel Duecento. 

La scelta ricadde proprio sulla località in quanto vicina a Milano ed adeguatamente protetta anche dal non lontano castello di Cusago. Il monastero vide accrescere progressivamente sia la sua estensione sia la sua fortuna; poiché vennero a circondarlo rustici e abitazioni di contadini, creandosi la cosiddetta grangia. Ne risultò così un agglomerato costituito da tre corti chiuse, di cui però una sola agricola; la chiesa ne risulta esterna. 

Un vasto giardino abbelliva il complesso, comprendente una filanda e una importante ghiacciaia. Alcune parti del Monastero, più volte rimaneggiato mantengono le caratteristiche architettoniche del Quattrocento lombardo. Ancora oggi si ammirano facciate in cotto con finestre dalle mostre eleganti, interni a cassettoni o soffitti a volta, loggiati a piani sovrapposti e resti di un più ampio chiostro. 

Sotto il dominio austriaco, il Monastero fu soppresso nel 1773. Convertito in sistemazione rurale, divenuto “Cascina Monastero”, fu abitato da contadini che ne coltivarono i campi circostanti fino agli Anni 50. Salvata da una manovra di speculazione edilizia, secondo la quale sarebbe dovuta essere abbattuta, fu acquistata nel 1960 dal Comune.  

La nascita e l’ingresso nel Municipio 7

Il Parco di Baggio fu realizzato nel 1964, piantumando intorno i prati e trasformando il complesso murario nella sede dell’allora Consiglio di Zona 18. Nel 1968 il capoluogo lombardo era stato scisso in venti zone di decentramento amministrativo, da cui la nascita di altrettanti consigli di zona. Nel 1980 nasceva un mensile, atto a raccontare e promuovere la partecipazione alla vita sociale: il suo nome era ed è il “il diciotto”. 

Fu chiamato così proprio per via della zona amministrativa in cui si trovava il quartiere di Baggio, che comprendeva anche i quartieri di Muggiano, Olmi, Quarto Cagnino, Quinto Romano e Sella Nuova. Dal 2001 il territorio è divenuto una porzione del più vasto e popoloso Municipio 7 (con i quartieri di Figino, De Angeli e San Siro). 

Attualmente vi trovano sede il presidio della polizia municipale, gli uffici e l’aula del consiglio di zona 7. La biblioteca comunale, tra le più fornite della città, è stata invece trasferita in un edificio attiguo e dispone di un “giardino di lettura”. 

Flora e attrezzature

Tra le specie arboree del Parco di Baggio, oltre a tre vetusti gelsi, che testimoniano come nella cascina monastero si allevassero i bachi da seta, segnaliamo la presenza di aceri di monte, alberi di Giuda, bagolari, carpino, cedri dell’Atlante, ciliegi da frutto, faggio, farnie, ippocastani, olmi, pini neri, pioppi, querce rosse, robinie, sofora giapponese. Tra le attrezzature, un’area giochi per i bambini, un campo per la pallavolo, un campo per il basket e uno spazio riservato ai cani.