Ortica Milano: un polo culturale nella città di Milano

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Ortica, il santuario
Ortica, il santuario

Un museo permanente. Un polo culturale nella città di Milano dove passeggiare e poter dire che qui la storia la “sanno anche i muri”. Inaugurato il 1° ottobre 2017 il percorso è costituito da immagini, in un viaggio nella memoria. Il progetto dei murales rende Ortica il primo quartiere museo al mondo. Sugli edifici pubblici e privati, le scuole, le case, 20 opere di arte urbana disegnano la zona. 

OrMe Ortica Memoria, l’iniziativa lanciata e promossa dall’associazione OrMe, racconta le storie del secolo breve che hanno segnato l’identità del capoluogo lombardo: dal partigiano Morandi al Cardinal Ferrari, dai Martinitt alle donne della Resistenza. Luoghi da attraversare, fermandosi a leggersi, riconoscersi e scattare un selfie da condividere. Un itinerario culturale e itinerario in grado di spingere i cittadini e i visitatori fuori dal centro, per ampliare gli orizzonti e far conoscere la periferia, quella che si fa spazio in un triangolo tra i binari ferroviari. 

Quartiere Ortica: parte del patrimonio di Santa Maria Valle

In origine Ortica costituiva una frazione del comune di Lambrate (annesso a Milano nel 1923). Il nome proviene da “orto”, “ortaglia”, ossia luogo adatto alle coltivazioni poiché irrigato dal fiume Lambro. All’attenzione del grande pubblico è salita per la descrizione comica ma, al contempo romantica, di una famosa banda criminale ospitata nel quartiere, raccontata dal cantautore Enzo Jannacci. 

Le prime testimonianze risalgono ai secoli VI e VII d.C. Inizialmente era noto come Cavriano, ancora oggi indicante la via sulla quale questa affaccia e una fattoria.  Nel 1014 la località è attestata da un carte secentesca del Claricio e nel 1760 dal Catasto Teresiano, come nucleo rurale a est di Milano, una zona vasta tra Monluè e Lambrate. Antiche carte accertano che era parte del patrimonio del monastero cittadino di Santa Maria Valle.  

Il nome “Ortica” comparve per la prima volta in un documento del 1696 e iniziò a sostituire quello di “Cavriano” intorno alla metà del XIX secolo. Da quando la costruzione della strada ferrata per Treviglio attraversò il quartiere. Dal 1896 al 1931 fu attiva la Stazione di Lambrate; il fabbricato viaggiatore esiste ancora, adibito ad altri usi. Nel bene nel male le ferrovie caratterizzarono l’urbanistica e le attività. 

Cuore dell’Ortica

Cuore dell’Ortica è la piccola chiesa dedicata ai santi Giovita e Faustino, costruita sull’antica strada consolare romana che raggiungeva Aquileia. Con un’unica navata e una modesta facciata a capanna, lateralmente presenta le cappelle della Madonna delle Grazie con sacrestia a sinistra e di San Giuseppe a destra. Nel 1898 la navata è stata riaffrescata secondo lo stile neobarocco e le effigi dei santi titolari dominano sulla volta a botte. Un frammento di affresco sulla navate centrale, risalente al XVI secolo, raffigura Cristo nell’iconografia dell’Ecce Homo.  

Nella cappella dedicata alla Madonna delle Grazie è presente un affresco di notevole valore storico, che ha consentito di chiarire la nascita del borgo e le origini del luogo di culto. Si tratta di una Madonna ieratica con bambino, di gusto bizantino, non posteriore al Duecento. Nel 1979 tale affrescò si staccò e fu possibile scorgere la scritta “Silanus”, committente e artefice dell’opera. Il testo esprime un voto fatto alla Vergine per ottenere in data 12 aprile l’indulgenza di Dio. 

Accanto all’iscrizione dei disegni riproducono una porta urbica, secondo gli storici la Porta Orientale di Milano, il corso di un fiume (probabilmente il Lambro), degli animali e un volto. La scoperta testimonia l’esilio dei cittadini di Milano successivamente alla discesa di Federico Barbarossa nel 1162. Una piccola comunità dovette rifugiarsi a Cavriano e lì vivere alla pace di Costanza del 1183. 

Il vecchio Cavriano del quartiere Ortica Milano

Oltre un ramo della ferrovia vi è ancora il vecchio quartiere Cavriano, con vari uffici, due cascine, il gasdotto, un centro ortofrutticolo e un centro sportivo. L’antico oratorio S. Ambrogio, trasformatosi poi in cascina, è un’azienda agricola.  La Cascina è composta da una serie di corti aggregate. Edificio principale la villa padronale che contiene un portico a tre arcate. Del XVII secolo, sopra le arcate è tuttora presente il simbolo di una Colomba che tiene un ramoscello d’ulivo; lo stemma dell’Ospedale Maggiore di Milano, proprietaria della cascina fino agli anni Settanta. Un’altra struttura rilevata era una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio, abbandonata nel Settecento, di cui rimane l’abside. 

La cascina vanta inoltre una loggia cinquecentesca, nascosta nel fondo della corte. Dopo decenni di gestione della famiglia Gorlini, la Cascina è di proprietà del Comune di Milano, sede dell’associazione Cascinet. Le competenze tecniche e la passione dei propri soci e collaboratori hanno portato alla riscoperta di un’antica chiesa del XII e del XIII secolo. Nella sua abside è stato rinvenuto “L’incoronazione della Vergine tra angeli e Santi”, antico affresco di grande valore artistico.