Palazzo Luraschi Milano: la casa dei promessi sposi

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Palazzo Luraschi Milano
Palazzo Luraschi Milano

Palazzo Luraschi è un edifico storico sito in corso Buenos Aires 1 a Milano. Noto anche come Casa dei Promessi Sposi, fu costruito alla fine del XIX secolo sul territorio che allora era parte integrante del Lazzaretto.

Anche se talvolta rischia di finire in secondo piano rispetto ad altre costruzioni, è straordinaria. Questo per alcuni primati che, a guardarlo di sfuggita intente nello shopping del fine settimana o in viaggio in auto o sui mezzi pubblici, rimangono nascosti.

Il nome del palazzo fa riferimento a colui che proprio lo progettò: l’ingegnere Ferdinando Luraschi, che, andando contro le leggi non scritte dell’epoca, mirò davvero alto.

Palazzo Luraschi venne eretto in piena area lazzaretto, la struttura secolare che ospitò decine di migliaia di milanesi affetti da malattie contagiose, in particolare la peste. Servito per isolare gli appestati, ancora oggi fa necessariamente parte dell’itinerario manzoniano, qui dove Lucia trovò ricovero e dove oggi ben poco rimane.

Da quella lontana epoca ci arriva finora l’antica chiesa di San Carlo al Lazzaretto che al centro ne dominava l’ampio cortile; tuttora resiste, così come un tratto dell’ala nord, visibile ed inconfondibile in via San Gregorio.

Comunque, demolita nel 1882 la struttura, l’area viene lottizzata secondo il Piano Beruto e qui si inserisce l’opera dell’ing. Fernando che costruisce il suo Palazzo Luraschi alto ben sei piani. Decisamente imponenti, pure troppo, stando al pensiero predominante.

Difatti, sussisteva un vincolo, la cosiddetta “servitù del Resegone”, prevedeva il divieto di costruire fabbricati che impedissero la vista delle montagne dalla città. Insomma, i palazzi nord potevano raggiungere fino i tre. 

Incurante delle conseguenze, Luraschi violò le regole nascondendo alla vista molto dell’arco alpino agli abitanti del sestiere. Per questo, forse, dedica l’impianto decorativo alla storia e alla memoria del luogo.

Alcune delle colonne della struttura del Lazzaretto vennero sfruttate affinché la sua memoria storica non andasse perduta. Quattro di quelle colonne furono inserite nel cortile interno, andate a formarne la base portante, poi impreziosita da decorazioni in cotto lombardo, incise con gli emblemi di Milano.

Lo stesso cortile è poi decorato con medaglioni ispirati al romanzo del Manzoni, in una perfetta atmosfera tradizionale locale arricchita pure dalle decorazioni in cotto lombardo. 

 

I busti de “I Promessi Sposi”

Nel cortile, come appena accennato, fanno bella mostra delle raffigurazione dei protagonisti de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, per un totale di ben dodici busti. La scelta cadde su questi volti perché la storia racconta che Lucia, intenta a sfuggire dalla preste, trovò proprio qui rifugio, anche se oggi non ne resta memoria storica. 

 

Palazzo Luraschi, i busti de “I Promessi Sposi”
Palazzo Luraschi, i busti de “I Promessi Sposi”

 

Al piano terra del Palazzo Luraschi l’ingegnere scelse di adibire pure uno spazio da adibire ad attività commerciali. Fu esattamente in questo edificio che fino agli anni Quaranta rimase attivo il ristorante Puntigam, locale storico frequentato soprattutto negli anni Venti, dove si cenava e si ascoltava musica prima di continuare la serata a teatro.

Per chiunque fosse interessato, diverse compagnie offrono percorsi itineranti anche a Palazzo Luraschi, comodamente raggiungibile in metro, scendendo alla fermata Lima con la linea M1 (rossa) o Caiazzo con la linea M2 (verde). Altrimenti è possibile calcolare percorsi alternativi sul portale ufficiale di ATM (www.atm.it), la società che amministra e gestisce il trasporto pubblico della città. 

 

Puntigam

Il Puntigam fu uno storico caffè concerto, ma anche un elegante ristorante-birreria con i tavoli all’aperto. Dentro si trovavano un salone neogotico, salottini appartati, specchiere eleganti e, novità clamorosa, la luce elettrica, fatta arrivare lì dal Comune per la prima volta, in virtù di un contratto sperimentale stipulato con la Società Edison. 

Ma perché il nome Puntigam? Prima di soffermarci sui dettagli, va sottolineato come Puntigam sia un distretto di Graz, in Austria. Ed in tale distretto, sito nella parte sud-occidentale della città, figurava la birreria omonima; una delle più antiche tra le grandi fabbriche di birreria della zona, risalente come alcune altre al Quattrocento. A partire approssimativamente dal XIX secolo, essa ebbe uno sviluppo industriale; e alla fine del successivo contava 400 collaboratori e produceva 380mila ettolitri di birra l’anno. 

 

Durante la realizzazione del Palazzo Luraschi questa birra era particolarmente apprezzata nel regno austro-ungarico e in Italia. Successivamente l’azienda andò incontro a ristrutturazioni e fusioni, fino a confluire in quello che è oggi il maggior produttore austriaco di birra. Il marchio Puntigamer è ancora presente e dal 1985 nella fabbrica di birra di Graz viene prodotto ogni anno un milione di ettolitri di birra.