Palazzo Ca de Sass: oggi sede di banca Intesa San Paolo

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Palazzo Ca de Sass a Milano
Palazzo Ca de Sass a Milano

La Ca’ de Sass è un palazzo storico di Milano, incarnazione dello stile eclettico, cioè sviluppato dalla commistione dei migliori stilemi ripresi da vari movimenti storici, esotici e architettonici. Dotato di un nome alquanto singolare, riconducibile alle tecniche di lavorazione, presenta evidenti influenze neorinascimentali. Sito nel centro urbano storico, in via Monte di Pietà 8, è oggi sede secondaria dell’istituto Intesa San Paolo, mentre in passato se ne è servita la Banca Intesa.  

 

L’espressione Ca de Sass

Senza tergiversare troppo, l’espressione “Ca’ de Sass”, letteralmente “casa di sasso” fa riferimento al bugnato, materiale impiegato per ornare le facciate. La costruzione risale alla seconda metà del XIX secolo, più esattamente al quadriennio che va dal 1868 al 1871, su progetto di Giuseppe Balzaretti. La crescita continua del giro d’affari a seguito dell’Unità d’Italia, sommata alla realizzazione del magazzino della seta, spinse ad ampliare il complesso, ad allargare gli orizzonti. Questo prestigioso manufatto, di pianta trapezoidale (che sviluppa per ciascuno dei tre piani fuori terra un’area pari a 3.600 metri quadri), primo pilastro della futura piazza finanziaria del Cordusio, perseguiva fin dal principio ambiziosi obiettivi. 

 

L’opera, portatrice di metodologie mai viste

Difatti, l’opera di realizzazione non venne “contaminata” dalla necessità di razionare dei costi, di economie di spesa. Piuttosto è portatrice di metodologie mai viste prima, sotto il piano sia delle soluzioni tecniche sia di quelle tecnologiche, le quali sembrano concretizzare i propositi del capoluogo lombardo, verso il ruolo di capitale economico-finanziaria, ma anche sociale e delle arti. 

 

Tra i più rilevanti esempi dell’architettura eclettica di fine Ottocento, la sede della Cassa si inserisce in una zona costituita da perenni modifiche, in grado con il passare degli anni di mutare la propria pelle, in conformità con le esigenze percepite dalla società contemporanea. Inizialmente fortificata area tardo romana, ha poi assunto le fattezze di centro medievale e di vita conventuale-religiosa; da quartiere assistenziale e amministrativo durante la dominazione asburgica è poi diventata presidio militare della Repubblica Cisalpina e quindi cuore finanziario nel primo periodo dell’Unità d’Italia. Il complesso fu eretto sulle preesistenti basi degli Uffici del Genio Militare, che, dopo un’idea iniziale di conservazione/ristrutturazione, finì demolito: ad occupare originariamente l’area era il Convento di Santa Barbara, demolito nel XVIII secolo con le soppressioni delle entità religiose.

 

Ispirato agli edifici fiorentini

La dimora si esprime attraverso un linguaggio neo-rinascimentale, ispirato agli edifici fiorentini di tradizione Quattrocentesca, stile Palazzo Strozzi. Fin dal nome si denota chiaramente quanto l’uso delle “bugne” sia di cruciale importanza ai fini della solidità dell’Istituto; ma c’è pure un significato nascosto, ovvero esercita la funzione di barriera protettiva dell’istituto bancario. Oltretutto il bugnato si accosta magnificamente alle spettacolari aperture rettangolari del pianterreno e delle bifore nei piani superiori: tali aperture prevedono delle balaustre ed hanno dei soppalchi a sesto acuto. Una fascia di mensoloni e una cornice aggettante impreziosiscono il colpo d’occhio finale, con piccole finestre rettangolari alternate. 

 

Le terrazze di Ca de Sass

Agli angoli dell’edificio, le terrazze servono a stemperarne la massa. Proprio la peculiarità del bugnato rustico, vale a dire i larghi e regolari massi in pietra disposti a fasce orizzontali lungo l’intera estensione della struttura, interna ed esterna, ha spinto ad adottare il soprannome con cui viene tuttora identificata. Sebbene in versione rustica, il rivestimento è in Ceppo di Brembate; il Ceppo gentile, più semplice da lavorare, fu impiegato per gli elementi di finitura (balaustre, stipiti, cornicioni e zoccolo del basamento); la pietra di Quinzano dell’area veronese adorna le bifore. 

La distribuzione di Ca’ De Sass si sviluppa attorno al cortile centrale, al quale, attraverso un atrio, si accede da via Monte di Pietà. Il pianterreno è destinato alle merci e ai correntisti, così come alla sezione della ragioneria, al forziere e alla cassa centrale. Tramite un vestibolo ovale, un secondo ingresso da via Romagnosi dà accesso alla Sala dei depositanti. 

Gli interni del palazzo

Il primo piano è riservato agli uffici di direzione e amministrazione, con la Sala del Consiglio adiacente. Il secondo piano accoglie l’ufficio di controllo delle filiali, l’economato, l’archivio, i magazzini succursali della sede. La parte più affascinante degli interni è quella del Salone d’Onore, restaurata intorno alla metà degli anni Cinquanta dall’architetto Reggiori. Lunette di marmo di Lorenzo Vela sormontano le sei porte di accesso; mentre Giuseppe Speluzzi, specializzato nel trattamento del metallo dorato, si è occupato delle decorazioni e degli ornamenti.